Ho smesso di cercare le scarpe nel frigorifero (e per fortuna ho ripreso a leggere).

Decidere di aprire questo blog per me, e penso di parlare anche a nome di Francesca, e’ stato un po’ come aprire una finestra su Disneyland.
Il viaggio a New York, Bastianich, la tv, la sfida culinaria Cirio, gli eventi Gambero Rosso…tante persone incrociate, tante conquistate, continue occasioni di confronto e un’importante crescita personale che da anni non smette mai di seguire quella scia chiamata passione.
Tanto buon cibo, insomma, di quello che sazia l’anima, e non parlo solo di pasta o dessert stellati. Parlo per esempio di libri, una riconquista importante che grazie a Tavolo per 2 e agli amici che si sono affezionati al progetto, ho avuto modo di sperimentare con successo. Perche’ si, lo ammetto, non sono tra quelle persone che ama leggere per il gusto di farlo e quest’aspetto di me non propriamente culturale, e’ da sempre stato il mio scheletro nell’armandio, nei salotti che contano, per esempio, quando arriva il momento in cui tutti sfoggiano l’ultimo mattone divorato dal comodino. Con gli anni ho dovuto ammettere a me stessa questo limite culturale, cosi come ho ammesso che i film in bianco e nero, scartata la pace di qualcuno, proprio non riesco a seguirli. Non ne vado fiera ma mi e’ servito farlo. Ho smesso di cercare le scarpe nel frigorifero (!!!) mi sono concentrata su quello che mi piace davvero  e grazie al blog, ho ritrovato la necessita’ di documentarmi, capire o semplicemente conoscere per il gusto di farlo. Mi sono quindi avvicinata a quelli che io chiamo libri utili e finalizzati (da non confondere pero’ con il bricolag,  fai da te o ricettari vari). Utili e finalizzati a me, alla mia passione. Quei pezzi magari non scritti da grandi letterati, ma che nel contenuto possono rappresentare fonte di ispirazione ed incoraggiamento, esempi, semplice condivisione, racconti, poesie piuttosto che informazione. libro grom tavoloper2 blog di cucina napoliHo ricominciato a leggere dunque non solo Ansa in giro per il web e l’ho fatto con un regalo graditissimo: Grom,  storia di un’amicizia, qualche gelato e molti fiori.
Giuro che adesso non partiro’ con la retorica, il training sulla motivazione piuttosto che sugli esempi giusti. Vi diro’ pero’ che l’ho letteralmente divorato e che da qui e’ nata la mia spinta verso il gelato. Ho conosciuto Pasqualetti, Mennella, Casa Infante, per esempio. Ho imparato a distinguere un gelato artigianale da quello industriale. Ne ho capito la lavorazione, ne ho presuntuosamente condannato i difetti, educato il mio gusto e si, ho imparato a mangiare il gelato con consapevolezza.
Una fatto pesante e noioso? Macche’, divertimento e gusto a gogo.
Ho letto, il mio blog e’ cresciuto e con esso anch’io.
Ve lo consiglio.