Tiramisù scomposto con pistokkeddos sardi, miscela cubana e mascarpone al caffè.

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In alternativa al classico tiramisù, un modo originale per assaporare un buon caffè: Tiramisù scomposto con pistokkeddos sardi, miscela cubana e mascarpone al caffè. Cominciamo dalla crema!

Ingredienti per 6 porzioni
– 250g di mascarpone
– 2 uova
– 4 cucchiai di zucchero
– amaro al caffè, a piacere
– un pizzico di sale
Separiamo innanzitutto il tuorlo dall’albume.
Lavoriamo i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto cremoso a cui aggiungeremo una tazzina di amaro al caffè (andrà bene anche lo stesso caffè freddo e amaro). Aggiungiamo ora il mascarpone, mescoliamo e a piacere aggiustiamo con un altro pochino di liquore o zucchero.
A parte montiamo a neve gli albumi aggiungendo un pizzico di sale.
A mano o con lo sbattitore vi consiglio di aumentare piano piano la velocità e mantenere lo stesso verso durante il movimento.
Appena ottenuto un composto “fluffoso” (pare così si dica!) non facciamo smontare e uniamo gli albumi alla crema ottenuta in precedenza, aggiungendo man mano e mischiando i composti dal basso verso l’alto.
Mi raccomando la freschezza delle uova e una volta ottenuto il composto, lasciar riposare in frigo almeno un’ora.

Dopodiché non ci resta che piangere!  Scherzo, piuttosto armiamoci di buone materie prime e preparariamo un buon caffè!
In questo caso abbiamo utilizzato una miscela cubana consigliataci dal buon Giovanni, titolare del Botton D’oro a Rivisondoli e di cui spero presto di riuscire a raccontarvi (un’esperienza unica nella degustazione di caffè, che intanto  vi segnalo con quest’articolo scritto da un amico di Tavolo per 2, Andrea di Martino).
Quindi, nel frattempo che mettiamo la moka sul fuoco, riempiamo i bicchieri da servire con la crema di mascarpone e a piacere schegge di cioccolato fondente, per una nota croccante.
Serviamo con Pistokkeddos sardi e caffè appena fatto…rigorosamente caldo e amaro!

Tortino di cioccolato dal cuore morbido, fondente!

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La ricetta è semplicissima e probabilmente ne esistono molteplici varianti, ma da anni io ripropongo questa e non ne nascondo il discreto successo…
offri del cioccolato e il gioco e’ fatto 🙂 E quale occasione migliore per offrire un tortino al cioccolato ad un amico in pena d’amore?
Infatti, missione riuscita…abbiamo ottenuto un sorriso!

Ingredienti

100 gr. di ciocciolato fondente (al 75% minimo)
80 gr. burro
80 gr. di zucchero a velo ( anche un pochino in meno lo preferisco)
2 uova
20 gr. di farina
un pizzico di sale
zucchero a velo x la decorazione

Riunite in un recipiente di metallo cioccolato e burro a pezzi, ed aggiungete lo zucchero a velo.
Sciogliete il tutto a bagnomaria (sovrapponendo il recipiente ad una pentola con dell’acqua, messa a riscaldare sul fuoco e facendo attenzione che non bolli) ed amalgamate bene il tutto.
Lasciate raffreddare il composto lontano dal fuoco e intanto imburrate ed infarinate degli stampini (io uso la classica cupolina e soprattutto per l’occasione, ho evitato i cuoricini!!)
Una volta raffreddato il tutto, aggiungete le uova (una per volta) e mischiando mischiando, ancora la farina setacciata ed un pizzico di sale. Lavorate bene il composto e versatelo negli stampini lasciando un mezzo cm dal bordo. Coprite con della carta argentata e metteteli in freezer per almeno un’ora.
Passato il tempo, preriscaldate il forno a 220°, prendete gli stampini ed infornateli per circa 8′.
(Come vedrete dalla foto, restera’ un avvallamento nella parte centrale del composto)

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Toglieteli dal forno, staccate con un coltellino il bordo e servite, mi raccomando caldissimi e magari tagliandoli leggermente per far fuoriuscire il cuore morbido e godere al massimo!!!

Il gelato artigianale secondo Mennella

tavolo per 2 alla gelateria mennella torre del greco
Ispirato alle grandi tradizioni di gelato artigianale e lontano dalle tendenze di gusti alieni e strambi, nasce il gelato firmato Mennella, un fiore all’occhiello per l’omonima pasticceria che da oltre 50 anni opera e delizia l’hinterland napoletano con dolci e prodotti da forno di alta qualità.
Davvero una bella scoperta per noi di Tavolo per 2, che grazie all’ospitalità riservataci dai padroni di casa, abbiamo avuto modo di osservare da vicino nelle sue fasi di produzioni e naturalmente di vendita.
Qui il gusto parte dalla selezione dell’eccellenze locali e l’acquisto stagionale delle materie prime, lavorate e conservate poi in laboratorio.
Ed è proprio nei laboratori corallini che ci ritroviamo per caso durante la lavorazione delle nocciole di Giffoni che, in seguito alla pelatura e alla tostature, senza l’aggiunta di preparati ne semilavorati, daranno il via al gelato alla nocciola. O meglio, ad una base artigianale con l’aggiunta di latte fresco intero, zucchero e panna , pastorizzata e lavorata senza l’aggiunta di aromi artificiali ne grassi vegetali, presenti nella maggior parte dei gelati in commercio e “responsabili” delle montagne apparentemente invitanti, e dello stesso gelato caldo, ossimoro enogastronomico dal gusto discutibile, dove è inevitabile l’utilizzo di grassi idrogenati che mantengono temperature decisamente più alte.

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La visita si fa sempre più interessante e delucidante, quanto poca consapevolezza c’è in giro rispetto a ciò che mangiamo? Sempre e cmq troppa a nostro avviso. ma proseguiamo.
Dai laboratori alle dispense, passiamo alla gelateria in Via Vittorio Veneto a Torre del Greco, dove dal piccolo laboratorio a vista il gelato viene mantecato e servito. E come diceva sempre un vecchio locandiere simpatico e un po’ paesanotto: diamo il via alle danze!
Cucchiaini di creme e coppette di frutta accompagnano le nostre espressioni goduriose, la panna finalmente sa di panna, o meglio di latte che senza additivi conserva il suo sapore.

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Il clima è allegro, la gelateria ha da poco aperto e già decine di famiglie e bambini si susseguono.
E’ sabato e già si assapora il piacevole clima di primavera che ci riporta nelle strade tra una commissione e una dolce pausa. Ancora due chiacchiere, qualche foto e la nostra visita si conclude al meglio, il meglio che ha il sapore di mela annurca e la freschezza di un sorbetto.

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Che dire? Ai fratelli Giuseppe, Roberto e Vincenzo e all’amabilissimo Signor Antonio Mennella, diciamo grazie, grazie per il tempo dedicato, per il gusto regalato e per la qualità secondo noi dovuta.
Grazie e a presto.

logo gelateria mennella torre del greco by tavolo per 2

Via Vittorio Veneto, 24
Torre del Greco, Napoli

Via Carducci, 45
Napoli

Viale Leonardo da Vinci, 20/22
Portici, Napoli

Prossima apertura Napoli
(pressi Piazza Vanvitelli)

ph di Lina Sorrentino, associazione Wesuvio

La Pasticceria Napoletana e i protagonisti della tradizione: Tavolo per 2 intervista Vincenzo Mennella.

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www.casteltrioneangelo.it

L’arroganza è spesso giustificata dalla bravura e soprattutto in ambito culinario mi è capitato in diverse occasioni di riscontrare saccenza e modi di fare che purtroppo trovavano rifugio in un gusto, si opinabile, ma comunque di un certo livello. Ma c’è una cosa in cui credo fermamente, ed è quella secondo cui solo quando il gran gusto racchiude in se l’umiltà di chi lo crea e i valori di chi lo vive con passione e con cuore, nasce quel qualcosa in più, quella famosa ciliegina sulla torta che rende la pietanza un’esperienza che arricchisce il palato quanto la mente.
E’ il caso di grandi personaggi come Vincenzo Mennella, maestro pasticciere nato tra i dolci e che ha fatto della tradizione un mix perfetto tra gusto e qualità.
Un uomo innanzitutto, che insieme alla sua famiglia e ai suoi tanti collaboratori, ha saputo creare una realtà imprenditoriale sana che come nell’occasione dell’evento dedicato alla pasticceria napoletana, appoggia e incentiva quella fetta di gioventù motivata ed impegnata nella salvaguardia e nella valorizzazione del proprio patrimonio storico e culturale, in maniera concreta e consentitemi di ripeterlo ancora una volta, in maniera sana. Ed è proprio in occasione dell’evento La Pasticceria Napoletana, organizzato dall’associazione Wesuvio di cui ringrazio gli organizzatori per lo spazio e per l’importante occasione di confronto avuto, che noi di Tavolo per 2 abbiamo avuto modo di conoscere ed intervistare di persona il maestro Mennella, di cui dolci e delizie già avevamo avuto modo di conoscere. Ma come si dice, nella vita d’imparare e assaggiare non si smette mai!
E per l’occasione ci lasciamo conquistare da una monachina, tra le più buone mai assaggiate, arricchite con crema chantilly e annaffiato, cosi ormai si usa dire nei posti in, da un fantastico latte di mandorla sempre di produzione Mennella la cui bottiglia ha catturato il mio interesse e il cui sapore ha conquistato il mio palato.
Sfogliatella, frolla al limone, bignè, creme e fragoline, poesie secondo tradizione e ispirazioni culinarie lontane anni luce delle modaiole impalcature zuccherine.

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www.casteltrioneangelo.it

Per voi, una piccola intervista fatta a Vincenzo Mennella,  in occasione dell’evento La Pasticceria Napoletana.

Dalla tradizione alle nuove tendenze:
la pasticceria Mennella quanto si è adeguata ai nuovi standard di produzione e come si pone nei confronti delle nuove tendenze del Cake Design?
Credo che in quanto pasticciere sia mio compito privilegiare il gusto, e pur dando molta importanza all’aspetto, mi chiedo come possa essere definita buona una torta fatta da almeno il 50% di zucchero!?
Non possiamo diventare scultori mettendo da parte la nostra vera arte, l’arte del palato. Si rischia a mio avviso di disabituare il consumo dei dolci rilegandolo solo alle ricorrenze, perseguendo quindi una strada che appesantisce e rovina nella percezione del pubblico la piacevolezza del dolce, lasciando cosi nei ricordi solo una bella immagine, tra l’altro poco sana.

Come nasce un dolce secondo Mennella?
Ispirazione, intuito dato dal rapporto con la gente e da tecnica. Un prodotto che piace per esempio avrà quasi sempre una certa masticabilità, mentre un dolce completamente molle, in pasticceria da noi almeno, difficilmente troverà il suo pubblico. Insomma, un gioco di contrasti ed equilibri, dove la scioglievolezza incontra la croccantezza, e dove il dolce contrasta le piccole note acide.

In quale città le piacerebbe aprire una nuova pasticceria?
Roma, non sogno il mondo degli altri, perché l’Italia ha tutte le potenzialità per darmi ciò che io sogno.

Quale è stato il primo dolce che ha preparato?
A dodici anni, impastando con mio padre i miei primi e semplici biscotti di pasta frolla.

Di quale dolce invece, è più fiero ?
Senza presunzione credo che la mia diplomatica non abbia nulla da invidiare.
Un mix di elementi base, crema, pasta sfoglia, pan di spagna in cui ritrovo il consenso dei mie clienti.

Un personaggio, una personalità del passato o vivente a cui vorrebbe dedicare un dolce?
Il dolce è di per se una dedica, una dedica a chi lo mangia.

Invito a cena a casa di amici, il dolce lo porta Mennella?
Sempre, almeno due o tre tipi…viziamo gli amici quanto i clienti.

Bocconcini alla marmellata

pastafrolla-marmellata

Ingredienti
180 g di farina
140 g di burro
1 bustina di vanillina
2 uova (tuorlo)
70 g di zucchero
Marmellata a piacere

Procedimento:
Lavorare sul tavolo tutti gli ingredienti e lasciare riposare l’impasto ottenuto almeno 1 ora in frigo.
Dopodichè, formate velocemente delle palline e pressate il centro, quasi a formare un incavo.
Forno a 180° per 15 minuti.
Una volta sfornati, ancora caldi, riempite il centro con la marmellata e cospargete di zucchero a velo.

Ogni tanto Titti passa di qui e mi dice: tie’ , una ricetta per il blog!
Ok…io ti pubblico amica ma tu devi sempre pagare pegno e per tanto: assaggiare assagiare, prima di divulgare 🙂

I Pancakes di Titti

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Ingredienti:
200 g di farina setacciata

Mezza bustina di lievito in polvere
Un pizzico di sale
1 cucchiaio di zucchero
2 uova
250 ml di latte
Mezzo bicchiere di olio di semi

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Procedimento:
In un recipiente unire gli ingredienti secchi: farina, lievito, sale e zucchero. Mescolare e mettere da parte.
In un altro recipiente sbattere i bianchi d’uovo. In un terzo recipiente sbattere i tuorli.
Mescolare bene il latte e l’olio. Aggiungere i liquidi agli ingredienti solidi e mescolare finchè il composto è omogeneo ed aggiungere infine i bianchi d’uovo montati.
Ungere e riscaldare una padella di diametro medio a fuoco moderato. Mettere circa 2/3 cucchiai del composto nella padella, potete anche aiutarvi con degli stampini tondi di alluminio.
Cuocere finchè la parte superiore fa bolle ed appare asciutta; girare il pancake e cuocerlo dall’altra parte finchè si scurisce.
Mangiare caldi cosparsi di miele, sciroppo d’acero, confettura ai frutti di bosco.

Would you be my Valentine?

cioccolatini-per-san-valentino-(2)

Lo ammetto, non sempre sono romantica e decisamente mai festeggio il San Valentino!
Ma poi come spesso accade mi lascio trascinare dagli eventi e…l’importante e’ partecipare 🙂
Questa volta l’elemente trascinante e’ stata la mia fantastica sorella 18enne, primi amori, prime emozioni e…
Would you be my Valentine? Ma soprattutto, cosa gli regalo?
Ed ecco che da buona sorella maggiore elargisco consigli, dedicandole questo post!

ita Ogni coppia festeggia più o meno a modo suo, ma se c’è una tradizione che a San Valentino non può mancare è il famoso scambio di cioccolatini che da tempo ormai, si traduce nei cosiddetti Baci, i famosi dolcetti della Perugina. C’è però chi ancora ci tiene a mostrare al proprio partner le abilità culinarie impastando con le proprie mani golosità di ogni tipo. E se i cioccolatini non possono mancare, le ricette per prepararli abbondano e discordano su tutto, dagli ingredienti alla preparazione, tranne che sulla forma, rigorosamente romantica (…meglio se a forma di cuoricini! Ecco l’ho detto!).
A parte gli scherzi, il cioccolato è sempre il cioccolato, resta un regalo molto apprezzato e in alcuni casi un piccolo afrodisiaco per risvegliare la coppia più datata (e non e’ questo il caso).
Divertiamo dunque e partiamo col dire che cioccolatini hanno bisogno di riposare in frigo prima di essere disposti in una scatola adeguata, ricordiamo quindi di prepararli con qualche giorno di anticipo.
Due varianti , cioccolatini bianchi e quelli allo zenzero e peperoncino.

Per i cioccolatini bianchi
Sciogliamo a bagnomaria del cioccolato bianco e mischiamolo a wafer sminuzzati con un tocco di vaniglia in polvere.
Versiamo il miscuglio negli appositi stampini rivestiti di cocco disidratato che avremo cura di spolverare anche sulla parte scoperta dello stampo prima di lasciarli riposare in frigo.

Per i cioccolatini allo zenzero
Scegliamo invece un cioccolato fondente che scioglieremo ed uniremo al peperoncino in polvere ed allo zenzero.
Versiamo negli stampini e lasciamo riposare. Anche in questo caso è possibile aggiungere un tocco in più ricoprendo lo stampo con cocco o praline, o se preferite con nocciole tritate per creare un contrasto ancora più forte. Il consiglio?
Le varianti sono tantissime, basta mischiare al cioccolato fuso gli ingredienti che più vi piacciono e sbizzarrire la fantasia.

Questa la mia semplice ricetta!

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eng  Would you be my Valentine? But most of all … what will I gift you? Every couple celebrates S. Valentine more or less in its own way, but if there is a tradition on Valentine’s Day you can not miss is the famous exchange of chocolates that for some time now, is reflected in the so-called Baci Perugina the famous sweets from Umbria. But if you still keen to demonstrate to your partner your culinary skills you can cook you own chocolate chops, it’s not hard. And even if it’s hard to find the same recipes to prepare them in the same qay everybody is sure about the shape: strictly romantic, best if of an heart. The chocolate is always chocolate, much appreciated gift, and in some cases a little aphrodisiac to arouse the couple. The chocolates are in need of rest in the fridge before being placed in a suitable box, so remember to prepare them a few days in advance. Two variants there will surely be prized are the white chocolates and those with ginger and chilly. For the white chocolate in a double boiler, melt the white chocolate and mix in chopped wafers with a touch of vanilla powder. Pour the mixture into the appropriate molds coated with desiccated coconut that you will also dust on the top of the mold before letting it rest in the fridge and cool down for a while. For the ginger chocolates instead choose a dark chocolate you melt it and mix it with the chili powder and ginger. Pour into molds and leave to rest. In this case you can add an extra touch by covering the mold with coconut or pralines, or if you prefer with chopped hazelnuts to create an even stronger contrast. The variations are many, just mix the melted chocolate with the ingredients that you like and indulge with your imagination.

Frollini al mais o decorazioni da mangiare sotto l’albero?

frollini

Ingredienti:
250 gr di farina di mais gialla (quella per la polenta x intenderci)
150 gr di farina 00
2 uova
120 gr di burro salato
110 gr di zucchero di canna
Un cucchiaino di lievito

In una ciotola unite tutti gli ingredienti ed impastate bene fino ad ottenere una pasta liscia e morbida e gialla.
Stendete la frolla e ricavate i biscotti della forma che preferite
In forno a 180° per 10 minuti.
Ottimi come palline da appendere all’albero, o come portatovaglioli magari per un te pomeridiano.
Oltre ovviamente ad inzupparli nel latte a colazione ^_^

frollini2

Vienna, tutti i luoghi del caffè

vienna botero

Qui il tempo scorre lento e l’innovazione lascia spazio alle abitudini di sempre.
Incontro di generazioni, classi e geografie. Anziani borghesi affiancano giovani artisti trasandati e chic, fumanti tazze di tè si alternano e convivono con caldi gulash ungheresi, e qui, a tutte le ore, viennesi e turisti consumano tempo, letture, chiacchiere o pensieri svelati da facce talvolta sole e malinconiche. Questi i luoghi del caffè a Vienna.
Questi i miei Kaffee viennesi:
Hotel Sacher, perdonate l’irruenza ma per me trattasi di un’ostentata borghesia viennese, oramai rinchiusa in una realtà troppo turistica e accalcata per assaggiare una buona fetta di sacher (a mio avviso troppo asciutta e aromatizzata).

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Heiner, cafè in pieno centro, nei pressi di Stephansplatz. Ottima la Sacher, i dolci in genere e la cioccolata calda (che come quasi in tutta Vienna, risulta poco densa ma pur sempre buona). Qui le cameriere le trovi in abiti tipici, l’ambiente non è giovanissimo ma di quella sana ed elegante borghesia che regala ai turisti di passaggio, un assaggio di una Vienna ricca di storia e rituali d’altri tempi.

Vienna Strudel Heiner

Cafè Alt Wien, anche questo in pieno centro, qui l’atmosfera è cupa, bohèmien e piena di carattere.
Le numerose locandine attaccate ai muri di tutti gli eventi della città, rendono il suo essere dannato e in fervore allo stesso tempo. Ottimo il gulash e non male la schnitzer.

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Insomma, vivere Vienna senza vivere i suoi cafè, sarebbe un pò come venire a Napoli e non assaggiarlo sto caffè! Che ti piaccia o meno, lo devi provare.
E se c’è una cosa che ho invidiato ai viennesi è stata proprio la percezione del tempo che si vive in questi luoghi! Il sapersi concedere tempo per se, lontani dalla frenesia del bancone di un bar, con i suoi caffè presi al volo. Buoni si, ma poco attenti ai tanti volti che continuamente incrociamo, volti pieni di storia. Quella storia chiamata vita e che dai singoli gesti puoi provare a conoscere, capire o semplicemente immaginare.

Vienna cafè alt wien