La passeggiata al porto

terra dei fuochi ricetta tavoloper2
Una prerogativa dell`adolescente molto spesso è quella di giocare, atteggiarsi, desiderare di essere grande. Nulla di diverso rispetto a ciò che accade in molte occasioni, alla nostra regione, alle province, ai nostri borghi, che riconoscendo nella grande metropoli il giusto, l’avanguardia che cresce e si migliora, ne emula usi e costumi spesso estemporanei e di passaggio, perdendo la propria identità, nonché l’unica vera fonte di ricchezza per se stessi e per la comunità.
E cosi prendono spazio imprenditori senza alcuna inventiva, iniziative prive di qualsivoglia tutela per la salute, figlia ormai di una datata e superata industrializzazione, che trasformano i nostri centri, spesso piccoli centri storici, in regni di fritture maleodoranti dove la patata ne fa da padrona, deturpando atmosfere, palazzi, vie e piazze, e spazzando via abitudini alimentari, tentativi di tutela salutistica e culturale, a cui sarebbe cosa buona e giusta mantenersi saldi.
Un tentativo di tutela che Tavolo per 2 intende adottare, partecipando al Contest Terra dei Fuoco e realizzando un’esperienza enogastronomica dedita alla semplicità, ai ricordi legati ai nostri luoghi, lontana dai virtuosismi da chef mancati ed esplicitamente discordante rispetto a chi decide di impiegare il proprio tempo ad appestarsi in fila infinite per accaparrarsi cuoppi aggratis; agli omertosi in piazza e rivoluzionari in casa; ai politicanti di bacheca; ai maestri nello spazzare la polvere sotto al tappeto, difendendo a tutti i costi la propria terra solo perché fa tendenza!
Si certo, la Campania è bellissima; si certo, investiamo nella tutela dell’enogastronomia. Si certo, assolutamente… e chi direbbe mai il contrario?!
Ma non sarebbe meglio partire da un sano realismo, alimentarlo col sogno e pian piano cercare nella coerenza un luce per uscire dal tunnel?
La passeggiata al porto, questo il nome della nostra ricetta, ripercorre con amarezza la bellezza dei tramonti, ripercorre la malinconia di cartoline strappate in mille pezzi dalla camorra.
Rivive i contrastanti odori del mare, quelli della brezza, quelli del pesce malandato, semplicistica metafora  di istituzioni  che continuano ad ignorare e che se non ignorano, vendono, sputtanano e insabbiano con l’abile mestiere della finzione e della menzogna.
La passeggiata al porto è la passeggiata in piena estate di uno come noi, di una vittima anche un po’ carnefice, promotore di rinascita e complice di omicidio.
La passeggiata al porto, tra un gozzetto e un caicco, un commercio che fu ridente e un’illegalità che campa e tira avanti, è il luogo dove l’anima di un popolo ricorda che il Cristianesimo fu istituzionalizzato affinché divenisse strumento controllato nelle mani di pochi ma che la parte vera, quella dei fatti e non della forma risiede lontano dalle correnti modaiole, da leggi e normative che ammazzano la tradizione imponendo un vestito troppo stretto per spalle larghe ricche di storia e vissuto.
La passeggiata al porto è l’esempio di un’apparente caos che avrebbe solo bisogno di un po’ di  sostegno, e non di finti consorzi con poca qualità e l’esclusiva supremazia del suo fondatore.
La passeggiata al porto è la verità non acculturata che in quanto tale può solo migliorare, perché lontano dalla presunta conoscenza, canale privilegiato dell’ignoranza, quella pericolosa, fatta di grandi eventi e pochi retroscena.
La passeggiata al porto è solo uno scorcio di quello che qualcuno un giorno definì,
un paradiso abitato da demoni.

Un semplice ma gustosissimo abbinamento tipo di una tavola imbandita ad uno chalet del porto!
TERRA DEI FUOCHI RICETTA PER CONTEST BY TAVOLOPER2Insalata di limoni (Porto di Procida)
Ingredienti
Limoni isolani / 
Sale / Olio extravergine d’oliva / Menta fresca / Aglio / Peperoncino
Togliamo dai limoni la parte gialla, lasciando intatta la parte bianca.
Tagliamo prima a fette e poi a pezzi piu’ o meno grandi i limoni. Condiamo con sale, aglio tagliuzzato, menta tagliata grossolanamente con le mani, olio e peperoncino. Lasciamo insaporire prima di servire.

Caponatina scomposta  (Porto di Castellammare di Stabia)
Ingredienti
Biscotti di grano / Pomodori di Sorrento / Olive verdi / Lupini / Melanzane sott’olio a filetto / Alice sotto sale di Cetara / Aglio / Olio extravergine d’oliva / Acqua Acetosella
Sciacquiamo i pomodori di Sorrento, tagliamoli in due e priviamoli dell’anima.
Tagliamoli ulteriormente della grandezza che più ci aggrada, aggiungiamo dell’aglio tagliato in più parti (e privato dell’anima) delle olive verdi, qualche lupino per dare colore, un pizzico di sale e un filo d’olio d’oliva. Giriamo ben bene la nostra insalata e lasciamo insaporire.
Intanto, bagniamo dei biscotti di grano con abbondante acqua (un vezzo, farlo con acqua Acetosella), ricaviamone dei pezzi più o meno grandi e uniamo all’insalata di pomodori.
Giriamo il tutto e aggiungiamo un pò di filetti di melanzane sott’olio ben scolate e adagiamo su un’alice sotto sale di Cetara.

Impepata di cozze (Porto di Torre Annunziata)
Ingredienti
Cozze / Pepe / Limone

Puliamo bene le cozze privandole del cosiddetto “steppone” o meglio peduncolo, e aiutandoci con un coltellino, eliminiamo le impurità esterne. Sciacquiamo più volte e riponiamo in una pentola.
Spolveriamo con abbondante pepe, rigiriamo in maniera tale da impepare tutte le cozze e a piacere, aggiungiamo un pezzettino di limone privato della buccia esterna.
Copriamo e lasciamo cuocere finché tutte le cozze non risulteranno aperte.
L’impepata va servita calda, non bollente ma assolutamente non fredda e andrà accompagnata con del limone da spremere a crudo a proprio piacimento.

Serviamo come tris in un piatto unico, ideale per le nostre sere d’estate!

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Lo Scarpariello

ricetta_tradizionale_scarpariello

Diversi i racconti che riconducono alla storia di questo piatto, su cui nome però non ci sono dubbi circa le origini: lo Scarparo (calzolaio)!
C’è chi racconta che il piatto nasce da vari pezzi di formaggio dati in dono a quest’ultimo, da chi non poteva pagarlo, e che venivano cucinati col sugo del giorno prima. Chi parla invece di un pranzo veloce preparato dalle donne, che subito dopo aver cucinato, dovevano  ritornare a lavorare nelle fabbriche di scarpe, diffusissime in alcune zone di Napoli.
Da abbinare con un sano e gustoso bicchiere di vino fragolino, ecco la ricetta dello Scarpariello, differente da quella antica per la mancanza di strutto!
In una padella, prepariamo un soffritto con olio d’oliva e un trito di aglio e cipolla (va bene anche solo la cipolla!). Facciamo imbiondire il tutto e uniamo i pomodorini tagliati in quattro, le foglie di basilico tagliate grossolanamente con le mani e saliamo leggermente.
Contemporaneamente, mettiamo l’acqua della pasta e caliamo i bucatini lasciandoli con una cottura molto al dente.  Appena pronti, uniamoli al sugo ancora in cottura, aggiungiamo un pò d’acqua di cottura e mantechiamo il tutto con  parmigiano e pecorino (proporzioni tra i due, 2/3 di parmigiano e 1/3 di pecorino). A scelta, si può usare anche del caciocavallo grattugiato. Aggiungiamo altro basilico fresco e serviamo fumanti e filanti!

Ingredienti
Pomodorini
Aglio
Cipolla
Olio
Pecorino 
Parmigiano
oppure Caciocavallo grattugiato
Basilico
Bucatini