Niente buonismo natalizio

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Un anno un po’ cosi’
Per tutti, per l’Italia, per le migliaia di bambini che continuano ad impugnare fucili e a perdere la vita.
Niente buonismo natalizio, solo una riflessione dall’alto delle nostre posate d’argento che nonostante tutto, sembrano non renderci felici.
Alla ricerca di cio’ che e’ perfetto, spesso ci perdiamo nella paura di ammettere e riconoscere tutto cio’ che di buono c’e’ nella nostra vita ed e’ per questo,  che  a me stessa e a tutti coloro che soffrono di insoddisfazione apparente e abitudinaria, auguro di ritrovare in cio’ che si ha il senso della propria vita. Prima di ripartire alla scoperta dell’isola che molto probabilmente, non c’e’.

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Panettone, struffoli e roccoco’: a Napoli, il gelato della tradizione.

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Tenere fede a se stesso e alle proprie radici e’ tra le migliori consapevolezze che il tempo possa regalarci; l’unica strada che legittima il successo di progetti e sfide in cui il coraggio diventa alleato e non improvvisazione di una scena recitata male. Una scena che purtroppo, soprattutto nel campo del food negli ultimi anni, continua a ripetersi random, come un loop che succhia soldi, un trand che bombarda le menti. Yes, i can ed e’ quasi magia: tutti sanno tutto, tutto diventa ristorazione. Al diavolo l’esperienza, lo studio, la ricerca, la propensione personale. Succede come quando ascolti Battiato e dici, cavolo, avrei voluto scriverla io una canzone cosi! Poi prendi un foglio e ti rendi conto che l’unica rima di cui sei capace e’ una riminiscenza del Rodari alle elementari. Ed e’ qui, con tutte le eccezioni del caso, che scatta la consapevolezza. Per me? O levi mano o e’ vero, you can ma capisci che non basta , ti metti sotto e senza scorciatoie, prendi consapevolezza di te, dei tuoi limiti, della tua storia e da qualche parte cominci a disegnarti il futuro su cui sai che punterai tutto te stesso finche’ non riuscirai, in modo o nell’ altro (perche’ si, anche il fallimento talvolta e’ una riuscita). TAVOLOPER2-FOODBLOGGER-PER-LEOPOLDO-CASA-INFANTE-GELATERIE-A-NAPOLI-FOODBLOGGER-TAVOLOPER2

Questo e’ cio’ che penso di un lavoro fatto con i contro attributi, questo e’ cio’ che ho letto, forse sbagliando, nella storia di Marco Infante, erede delle pasticcerie Leopoldo e maestro gelatiere delle omonime gelaterie partenopee. Con Marco ho conosciuto una realta’ che dalla tradizione della propria famiglia ha saputo trarre spunto per un nuova sfida, un’innovazione, chiamata appunto Casa Infante. Qui non si fanno gelati da vent’anni e forse proprio per questo non ci si adagia, come sarebbe potuto invece avvenire, su di un nome che ad oggi e’ sinonimo di qualita’ e territorialita’.  La storia di Leopoldo non parte dal gelato ma col gelato Marco ha avuto la capacita’ di continuarla quella storia e se dovessi descrivere Casa Infante in tre passaggi, io direi che le Gelaterie Casa Infante nascono sotto il segno di:

– Studio

TAVOLOPER2 PER LEOPOLDO-CASA-INFANTE-GELATERIE-A-NAPOLI-FOODBLOGGER-TAVOLOPER2 Prima dell’apertura della prima gelateria, c’e’ stato un’intensa ricerca di mercato e di produzione, che hanno permesso di giungere al pubblico con un prodotto di estrema qualita’ dato appunto da due concetti a mio avviso importanti, quali artigianalita’ e disegno imprenditoriale teso al controllo qualita’ diretto, sempre e comunque.

-Tradizione

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Passaggio sensato, quanto geniale: il gelato qui sposa i gusti della pasticceria. Mitica crostata di fragoline, straordinario il gusto pastiera e assolutamente da svolta, i sapori della tradizione natalizia con roccoco’, struffoli e panettone.

– Innovazione

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Un know-how importante non ha risparmiato ricerca e sperimentazione per giungere ad un risultato non scontato, ma semplicemente buono. Continuamente si prova, continuamente di calibrano i sapori, continuamente si esce al pubblico con novita’ e risultati davvero originali.

E aspettando l’estate per l’alcolico gusto mojito, concludo dicendo che…
Consapevolezza, passione e coraggio sono i doni che non smettero’ mai di chiedere, a Natale e per l’anno che verra’.
E che se Babbo vuole aggiungere pure un po’ di gelato della tradizione per il cenone,  beh io di certo non disdegno!