Tagliatelle all’aglianico con ragù di funghi porcini e salsiccia

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Ingredienti per 4 persone
Preparazione 60 minuti

(Per le tagliatelle)
500g Farina di grano duro
3 Uova
Aglianico “Lucchero”
un pizzico di sale

(Ragu)
350gr Salsiccia fresca
150gr Pancetta a dadini
500gr Funghi
6-7 Pomodorini
150gr Provolone piccante a dadini
Aglianico “Lucchero”
Aglio
Scalogno cipolla

Ragù
Facciamo soffriggere in olio evo un mix di scalogno, cipolla e aglio, a fuoco medio.
Aggiungiamo quindi la pancetta, ancora la salsiccia e lasciamo appassire il tutto.
Durante la cottura allunghiamo con un mezzo bicchiere di vino rosso, lasciamo asciugare un pò e aggiungiamo dei funghi porcini tagliati a dadini. Lasciamo cuocere, allungando di tanto in tanto con dell’acqua calda o del brodo se si preferisce.
Quasi a fine cottura, aggiustiamo di sale e aggiungiamo i tocchetti di pomodorino.

Tagliatelle fatte a mano
Aggiungiamo alla farina, 3 uova e un pizzico di sale.
Cominciamo a lavorare a mano, facendo “asciugare” le uova e  aggiungiamo un po’ di aglianico per colorare e dare sapore. Quando l’impasto sarà compatto, stendiamo un un rettangolo di pasta, arrotoliamolo  e tagliamo delle rondelle che poi scioglieremo creando così le nostre tagliatelle.

Assembliamo il piatto
Scoliamo le tagliatelle qualche minuto prima, uniamole al ragù con dei tocchetti di provolone del monaco piccante e lasciamo amalgamare il tutto in padella, prima di servire.
Et voilà, l’autunno è in tavola

VIDEO RICETTA

Mediterranea on the road a Castellammare di Stabia


Sapori autunnali
Fungi porcini piastrati accompagnati con Provolone del Monaco piccante  e crostini di semi di zucca e sesamo,
su riduzione di fungo porcino, ottenuta semplicemente frullando dei funghi porcini, prezzemolo, sale, un filo di olio evo, un po’ d’acqua  o brodo vegetale, mezzo cucchiaino di farina.

In abbinamento
Quid, aglianico spumantizzato
Cooperativa agricola La Guardiense

Baccanera, il buongusto della movida stabiese.

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photo di Lucia “LaFilleRouge” Testa

Punto di riferimento della movida stabiese e di chi non ha voglia di sbagliare vino, qui il dettaglio è un cult.
Dal locale finemente arredato da designer esperti e innovativi, alla cucina curata dallo chef Silvano ed  esaltata dalla scelta territoriale di prodotti stagionali di nicchia, Baccanera è la risposta a chi ancora crede che in provincia e in particolare al sud Italia, non si possa fare intrattenimento ed accoglienza di tendenza, senza rinnegare le proprie origini bensì reinterpretandole e facendone una brillante innovazione imprenditoriale.
Wine bar ed enoteca a Castellammare di Stabia, Baccanera propone una vastissima scelta di etichette, frutto di esperienza pluridecennale nel settore del titolare Francesco Puopolo che, insieme al sommelier e figlio Francesco, mira a trasformare ogni attimo trascorso qui in un’esperienza  di cui godere senza sbavature, perché qui la qualità è certezza e con cibo, vino e musica non si scherza, piuttosto se ne gioisce insieme!

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photo di Lucia “LaFilleRouge” Testa

Ed è con estremo piacere che le telecamere di Mediterranea on the road hanno raggiunto Baccanera e il suo staff a Castellammare di Stabia, due chiacchiere tra amici, du’ spaghi  e un buon calice di vino, presto posteremo i video e le ricette della giornata 🙂

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photo di Lucia “LaFilleRouge” Testa

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photo di Lucia “LaFilleRouge” Testa

Food impression e indirizzi di gusto a New York

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New York, patria indiscussa dello street food e dove realmente si può mangiare a tutte le ore del giorno e della notte, in qualsiasi posto, con l’imbarazzo della scelta. Dalla colazione allo spuntino notturno, dal fugace pranzo consumato in metro alla cena elegante in quel di Soho, correndo verso un aperitivo in riva al lago o affacciati all’ennesimo piano di un grattacielo.
Questa è New York e nella fattispecie Manhattan, un susseguirsi di cibo ad ogni angolo e marciapiede; cosmopolita, libera e paradossale anche nel food, dove tra i mille odori di etnie che la abitano, il cibo healthy affianca senza alcuna discriminazione quello definito spazzatura.
Dal papà di tutti, signor hamburger alto e succulento, con prole a seguito, patate fritte e onion rings croccanti; ecco che spunta un camioncino pronto a sopperire ai sensi di colpa con centrifugati di frutta fresca e verdura. Ritroviamo poi il cugino hot dog, rigorosamente in comitiva con cipolla e mostarda che però a New York convive pacificamente con cruditè e piatti vegani, sposati dal gigante buono della pizza, in combutta con Coca Cola e le centinaia e centinaia di bibite gassate vaganti in ogni punto della città. (Ma non abbiate preoccupazione alcuna, l’acqua c’è, esiste e in molti punti è anche potabilmente fornita da fontane pubbliche).

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Riso, quinoa, insalata o amaranto? Perché no, il tempo di un muffin innafiato da Frappuncino, dopo la mitica colazione a base di Pancakes, succo d’acero, uova fritte, french toast e bacon, ed eccomi nel paradiso sceso in terra: Chelsea Market, il regno incontrastato di sushi, aragoste e permettetemi di aggiungere, della Sarabeth ‘s cheesecake.
Ma come tutte cose belle, anche quest’avventura è finita ed è tempo di andare.

Il Signor Buitoni ci riporta a casa, con qualche chilo in più ma con la consapevolezza che una gran fetta di mondo, almeno quella a tavola, l’ho ritrovata qui, come ad una gran rimpatriata nel giorno di Pasquetta.

Alcuni indirizzi da non perdere:

Lupa Restaurant
Greenwich Village, 170 Thompson Street
Osteria romana di Joe Bastianich >>Read more

The Lobster Place
Chelsea Market – 75 9th Avenue (tra la 15th e la 16 Streets)
Un’eccellente selezione di pesce fresco ad ottimi prezzi. Qui è possibile far la spesa o consumare un pasto veloce quanto gustosto, a base di sushi piuttosto che di fantastiche aragoste se vi va!

Artichoke Basille’s Pizza
East Village (328 East 14th Street )
Chelsea (114 10th Avenue)
Greenwich Village (111 MacDougal Street)
Fantastica la loro pizza ai carciofi ma attenti alle quantità, le fette sono enormi!

DuMont Burger
314 Bedford Ave, Brooklyn
Attraversate il ponte a piedi, fate un giro appena arrivati a Brooklyn e con un taxi, attraversando il quartiere ebraico, arrivate fino al Dumont , tra il fascinoso e il vintage. Non perdetevi questo meraviglioso hamburger!

The Loeb Boathouse Central Park
Consigliato la domenica a pranzo, dopo un giro in barca per un aperitivo tutto new yorkese!

 Sarabeth’s Bakery
Chelsea Market – 75 9th Avenue (tra la 15th e la 16 Streets)
L’esperienza dolce new yorkese: ottimi i suoi pancakes, divina la sua cheesecake!

La parisienne coffe house
910 7th Ave
Consigliatissima colazione americana!

A New York, ospiti di Joe Bastianich

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A Greenwich, nel cuore della vita notturna di Manhattan, comincia la nostra avventura new yorkese ospiti di Joe Bastianich alla Lupa, osteria romana informale ma di altissima qualità. Qui ritroviamo un’atmosfera calda, divisa tra il cool new yorkese e il rustico nostrano. L’accoglienza è spontaneamente professionale, dove passione e bravura rendono impeccabile ogni minimo dettaglio. Lo ammetto, l’idea di mangiare italiano all’estero non mi esaltava, ancor meno la cucina romana che non ho mai amato particolarmente, ma come affermo ormai da un pò, la differenza sta nell’incrociare sulla propria rotta le persone giuste, quelle che riescono a trasmetterti, ed inevitabilmente a farti amare, i luoghi che ti ospitano. Impegno e responsabilità nei confronti del proprio paese, del proprio lavoro e di se stessi, impegno di chi che negli occhi dei passanti non intravede dollari ma storie a cui raccontare altre storie, fatte talvolta di sapori e profumi che accompagneranno per sempre i ricordi di quel viaggio.

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Di ritorno in aeroporto abbiamo preso qualche libro per sperimentare (e forse placare il debito morale nei confronti della cucina romana). Ci è venuta voglia di capitale ma dato che per replicare la delizia dei piatti della Lupa tempo ce ne vorrà (! ) più che le ricette ci sembrava interessante segnalare i vini in abbinamento al nostro menu degustazione.

Entrée con Focaccia e olio evo Antipasto con Carciofi alla Romana Vino in abbinamento:  Ca’del Bosco, Cuvee prestige Nv – Franciacorta
Chardonnay 80% Pinot nero 10% Pinot bianco 10%
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Rigatoni Alla Gricia
Vino in abbinamento: Lazio Bianco igt Coenobium
45% Trebbiano, 35% Malvasia, 20% Verdicchio Rigatoni-Alla-Gricia-02-joe-bastianich-new-york-la-lupa-tavolo-per-2-per-buitoni

Strozzapreti con Sugo Finto
Vino in abbinamento: Lacryma Christi del Vesuvio, Mastroberardino
Piedirosso e/o Sciascinoso (min 80%), Aglianico (max 20%) Strozzapreti-with-Sugo-Finto-joe-bastianich-new-york-la-lupa-tavolo-per-2-per-buitoni

Coda alla vaccinara
Vino in abbinamento: Barolo, Scarzello 2004
Nebbiolo 100%

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Formaggi & Dessert
Vino in abbinamento: Sagrantino di Montefalco 2013 – Paolo Bea
Vitigno italiano autoctono dell’Umbria, impiegato nella produzione dei migliori vini della regione. dolce-tartufo-joe-bastianich-new-york-la-lupa-tavolo-per-2

SERATA FANTASTICA! Un grazie di cuore a Buitoni che ha permesso tutto cio’. Buitoni_-tavoloper2

Buono, buono in tutti i sensi!

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Perche’ aspettare Natale per esser piu’ buoni?
Al Castello di Lettere DOMENICA 28 SETTEMBRE una kermess enogastronomica solidale alla scoperta dei sapori del territorio. Sapori che sanno di buono, buono in tutti i sensi.
Nel cuore dei Monti Lattari, con Nonna Giulia e l’Associazione Tra Cielo e Mare , chef professionisti di tutta la Campania affiancheranno ai fornelli ragazzi disabili che vi assicuro, riusciranno a stupire i vostri palati!
Con l’occasione avra’ inizio la raccolta fondi con la vendita di Foglie di Cappero e Pomodori secchi sott’olio che ho avuto la fortuna di provare in anteprima e… che ve lo dico a fare. Dura la vita da blogger :-p
Scrivetemi in privato per maggiori info
Se siete in zona o vi va di passare qualche giorno alla scoperta di luoghi che meritano,
CENANDO SOTTO UN CIELO DIVERSO e’ l’occasione giusta per fare qualcosa di speciale per davvero  🙂

Bucatini con salmone e crema d’ avocado

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Oggi vi propongo la versione light di una ricetta dai sapori un pò nordici e un pò esotici:
Bucatini con salmone e crema d’ avocado

Ingredienti:
Bucatini
Avocado
Salmone fresco
Cipolla
Buccia di limone
Sale e pepe
Brodo
Sesamo

Procedimento:
Mettiamo subito sul fuoco la pentola per la cottura della pasta.
A parte, affettiamo sottilmente mezza cipolla e mettiamola a stufare in una padella in cui aggiungeremo del brodo o dell’acqua, facciamo cuocere fino a quando la cipolla non si sarà consumata e solo a quel punto aggiungeremo il salmone fresco a pezzi grossolani. Peliamo un avocado intero, 2/3 li lasciamo per la crema d’avocado, dalla restante parte ricaviamo degli spicchi da usare per decorazione. Prepariamo la crema d’avocado  semplicemente schiacciandolo con la forchetta, aggiungiamo sale, pochissimo pepe ed un pò di buccia di limone grattugiata, se troppo denso possiamo aggiungere l’acqua di cottura della pasta.
Scoliamo la pasta al dente, la saltiamo nella padella con il salmone e spegniamo. Fuori dal fuoco aggiungiamo la crema d’avocado e mescoliamo bene. Impiattiamo ed  decoriamo con le fettine di avocado e se vi va una spolverata di sesamo.

Omega 3  a go-go!!
🙂

Grano Saraceno, una storia da raccontare.

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Denise è un’amica di Francesca. Denise, è una ragazza semplice che ha abbandonato una vita di successi e mondanità per trasferirsi in un angolo di paradiso affacciato sul mare.
Ha trovato l’amore, ha realizzato un sogno e ha avuto il coraggio di remare contro un futuro già segnato, un futuro a cui molti ambiscono, senza avere però la consapevolezza di ciò che rappresenta davvero.
Denise lavorava per un’ agenzia di pubblicità, una tra le più importanti a livello mondiale. In pochi anni la sua carriera era decollata. Soldi, viaggi, riconoscimenti, insomma apparentemente una vera follia lasciare.
Io ho conosciuto Denise quest’estate e quindi non saprei dire com’era allora, ma oggi posso dire che è una donna libera, in piena armonia con la vita, le sue scelte e a quanto pare il suo destino, se solo si tiene conto del fatto che da piccola voleva fare la salumiera! Beh, ci è andata vicino 🙂
Ora vive al Fiordo di Furore, in Costiera Amalfitana. Gestisce insieme al suo compagno Luigi, Al Monazeno, un delizioso ristorantino dal contesto particolarissimo e che oramai da un pò di anni accoglie e delizia i suoi ospiti con pesce fresco e cucina semplice, di quelle che nascono per esaltare i sapori e non nasconderli dietro multi spezie ed esperimenti.

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Li ho riscoperto un mondo, un borgo marinaro fatto di storia, cultura, bellezza incontaminata e due persone, Luigi e Denise per l’appunto, che con fatica e dedizione rendono il Fiordo, snobbato da molti e talvolta dagli stessi abitanti del posto per la sua natura non semplice da gestire, un luogo incantevole incastonato tra il blu intenso del mare e il verde secolare del sentiero degli dei. Li ci ho fatto un bagno lontano dalla folla, ho fischiato a suon di Carosone e ho mangiato pesce fresco, circondata da rocce e scorci unici.

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Era luglio inoltrato quando ci sono stata con Francesca per la prima volta, faceva caldo e per fortuna la pioggia aveva dato qualche giorno di pausa. Incontro Denise e resto piacevolmente sorpresa quando mi dice che aspetta un bambino, sorpresa più che altro per l’energia e la forza con cui faceva le scale che portan giù al Fiordo. Sorpresa, perchè nella stessa giornata era divisa tra ristorante, noi in visita e l’inaugurazione di una nuova sfida imprenditoria nella vicina Amalfi: Grano Saraceno, una piccola bottega enogastronomica in Piazza Duomo dove semplicità e ricercatezza si esprimono in una selezione accurata di prodotti tipici e l’esplosione di sapori di pane e bruschette condite ad hoc!
Una nuova realtà tutta sua, in cui Denise ritrova se stessa e le sue passioni, che cresce, donando al mondo una bella immagine della Campania.

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La sopravvivenza ha un prezzo ma folle è il tentativo di darne uno alla felicità.
Riassumo in un questa frase ciò che per me ha rappresentato la storia di Denise, ciò che mi ha spinto a dedicarle uno speciale su Mediterranea on the Road, dove lo studio e la ricerca intrapreso con estrema umiltà e cautela, mi sta portando alla scoperta di luoghi, sapori, saperi ma soprattutto persone e stili di vita che incarnano in pieno l’esempio della vera mediterraneità, quella bella, fatta di secoli di storie e culture affascinanti, di cui non dovremmo mai dimenticarne l’importanza.

La passeggiata al porto

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Una prerogativa dell`adolescente molto spesso è quella di giocare, atteggiarsi, desiderare di essere grande. Nulla di diverso rispetto a ciò che accade in molte occasioni, alla nostra regione, alle province, ai nostri borghi, che riconoscendo nella grande metropoli il giusto, l’avanguardia che cresce e si migliora, ne emula usi e costumi spesso estemporanei e di passaggio, perdendo la propria identità, nonché l’unica vera fonte di ricchezza per se stessi e per la comunità.
E cosi prendono spazio imprenditori senza alcuna inventiva, iniziative prive di qualsivoglia tutela per la salute, figlia ormai di una datata e superata industrializzazione, che trasformano i nostri centri, spesso piccoli centri storici, in regni di fritture maleodoranti dove la patata ne fa da padrona, deturpando atmosfere, palazzi, vie e piazze, e spazzando via abitudini alimentari, tentativi di tutela salutistica e culturale, a cui sarebbe cosa buona e giusta mantenersi saldi.
Un tentativo di tutela che Tavolo per 2 intende adottare, partecipando al Contest Terra dei Fuoco e realizzando un’esperienza enogastronomica dedita alla semplicità, ai ricordi legati ai nostri luoghi, lontana dai virtuosismi da chef mancati ed esplicitamente discordante rispetto a chi decide di impiegare il proprio tempo ad appestarsi in fila infinite per accaparrarsi cuoppi aggratis; agli omertosi in piazza e rivoluzionari in casa; ai politicanti di bacheca; ai maestri nello spazzare la polvere sotto al tappeto, difendendo a tutti i costi la propria terra solo perché fa tendenza!
Si certo, la Campania è bellissima; si certo, investiamo nella tutela dell’enogastronomia. Si certo, assolutamente… e chi direbbe mai il contrario?!
Ma non sarebbe meglio partire da un sano realismo, alimentarlo col sogno e pian piano cercare nella coerenza un luce per uscire dal tunnel?
La passeggiata al porto, questo il nome della nostra ricetta, ripercorre con amarezza la bellezza dei tramonti, ripercorre la malinconia di cartoline strappate in mille pezzi dalla camorra.
Rivive i contrastanti odori del mare, quelli della brezza, quelli del pesce malandato, semplicistica metafora  di istituzioni  che continuano ad ignorare e che se non ignorano, vendono, sputtanano e insabbiano con l’abile mestiere della finzione e della menzogna.
La passeggiata al porto è la passeggiata in piena estate di uno come noi, di una vittima anche un po’ carnefice, promotore di rinascita e complice di omicidio.
La passeggiata al porto, tra un gozzetto e un caicco, un commercio che fu ridente e un’illegalità che campa e tira avanti, è il luogo dove l’anima di un popolo ricorda che il Cristianesimo fu istituzionalizzato affinché divenisse strumento controllato nelle mani di pochi ma che la parte vera, quella dei fatti e non della forma risiede lontano dalle correnti modaiole, da leggi e normative che ammazzano la tradizione imponendo un vestito troppo stretto per spalle larghe ricche di storia e vissuto.
La passeggiata al porto è l’esempio di un’apparente caos che avrebbe solo bisogno di un po’ di  sostegno, e non di finti consorzi con poca qualità e l’esclusiva supremazia del suo fondatore.
La passeggiata al porto è la verità non acculturata che in quanto tale può solo migliorare, perché lontano dalla presunta conoscenza, canale privilegiato dell’ignoranza, quella pericolosa, fatta di grandi eventi e pochi retroscena.
La passeggiata al porto è solo uno scorcio di quello che qualcuno un giorno definì,
un paradiso abitato da demoni.

Un semplice ma gustosissimo abbinamento tipo di una tavola imbandita ad uno chalet del porto!
TERRA DEI FUOCHI RICETTA PER CONTEST BY TAVOLOPER2Insalata di limoni (Porto di Procida)
Ingredienti
Limoni isolani / 
Sale / Olio extravergine d’oliva / Menta fresca / Aglio / Peperoncino
Togliamo dai limoni la parte gialla, lasciando intatta la parte bianca.
Tagliamo prima a fette e poi a pezzi piu’ o meno grandi i limoni. Condiamo con sale, aglio tagliuzzato, menta tagliata grossolanamente con le mani, olio e peperoncino. Lasciamo insaporire prima di servire.

Caponatina scomposta  (Porto di Castellammare di Stabia)
Ingredienti
Biscotti di grano / Pomodori di Sorrento / Olive verdi / Lupini / Melanzane sott’olio a filetto / Alice sotto sale di Cetara / Aglio / Olio extravergine d’oliva / Acqua Acetosella
Sciacquiamo i pomodori di Sorrento, tagliamoli in due e priviamoli dell’anima.
Tagliamoli ulteriormente della grandezza che più ci aggrada, aggiungiamo dell’aglio tagliato in più parti (e privato dell’anima) delle olive verdi, qualche lupino per dare colore, un pizzico di sale e un filo d’olio d’oliva. Giriamo ben bene la nostra insalata e lasciamo insaporire.
Intanto, bagniamo dei biscotti di grano con abbondante acqua (un vezzo, farlo con acqua Acetosella), ricaviamone dei pezzi più o meno grandi e uniamo all’insalata di pomodori.
Giriamo il tutto e aggiungiamo un pò di filetti di melanzane sott’olio ben scolate e adagiamo su un’alice sotto sale di Cetara.

Impepata di cozze (Porto di Torre Annunziata)
Ingredienti
Cozze / Pepe / Limone

Puliamo bene le cozze privandole del cosiddetto “steppone” o meglio peduncolo, e aiutandoci con un coltellino, eliminiamo le impurità esterne. Sciacquiamo più volte e riponiamo in una pentola.
Spolveriamo con abbondante pepe, rigiriamo in maniera tale da impepare tutte le cozze e a piacere, aggiungiamo un pezzettino di limone privato della buccia esterna.
Copriamo e lasciamo cuocere finché tutte le cozze non risulteranno aperte.
L’impepata va servita calda, non bollente ma assolutamente non fredda e andrà accompagnata con del limone da spremere a crudo a proprio piacimento.

Serviamo come tris in un piatto unico, ideale per le nostre sere d’estate!