Cibo, il nostro piu’ grande alleato contro le grandi abbuffate.

helthy-cibo-food-napoli-tavoloper2-blog-di-cucina-consigli-alimentari-del-personal-trainer
Eh si, ormai le feste sono decisamente lontane.
Lunghe e logoranti come ogni anno, quest’anno in particolare non ci hanno lasciato nemmeno il tempo di finire il pranzo di Natale e Capodanno che dietro l’angolo c’era gia’ domenica. E per chi viene da una famiglia del sud come me, sa che la domenica è sacra e poco importa se in giro per casa c’e’ ancora l’odore del baccala’ fritto…e’ domenica, e la domenica bisogna mangiare, pranzo completo con annesso dessert. E fu così che ci si ritrova stanchi ed appannati, decisamente più tondi e con non poche difficoltà ad allacciarsi la cintura.
Ci si ritrova con nessuna scusa, faccia a faccia con la verita’ e la reale necessita’ di riprendersi il proprio corpo e la consapevolezza che solo nel cibo possiamo ricercare la soluzione ai nostri mali.
Il cibo, Il nostro più grande alleato!
Se una cattiva alimentazione è in grado di provocare sovrappeso, obesità e “nutrire” determinate malattie, una corretta e sana alimentazione può portarci in uno stato di salute e benessere. Da cosa iniziamo allora?
Senza dubbio FEGATO.
Appesantito e messo sotto stress dagli eccessi calorici, di grasso, proteine ed alcool, è giunto il momento di metterlo a riposo, ridurre le tossine e depurarlo.
Scegliamo quindi verdure come cavolfiori, broccoli e crucifere in generale, carciofi, asparagi, cicoria, carote, pomodoro o aglio.
Mentre tra la frutta: limoni, mele e mirtilli. Noci, come frutta secca.
Prediligiamo bevande come il the verde e decotto di cardo mariano; curcuma tra le spezie e molto pesce azzurro.

Al mattino appena svegli beviamo e aiutiamoci spremendo mezzo limone in un bicchiere d’acqua a temperatura ambiente, oppure una spremuta di soli limoni.
Facciamo colazione. Del the verde e muslei fatto in casa con fiocchi d’avena (oppure un altro tipo di cereale tostato, purchè non ci siano aggiunte di sciroppi o zucchero bianco) mirtilli, pezzetti di mela (freschi o essiccati andranno bene comunque) e della frutta secca, vi daranno la carica giusta e sana per affrontare la vostra ghiornata.

A pranzo consumiamo preferibilmente cereali integrali, andrà benissimo del riso integrale condito con olio extra vergine d’oliva, un grasso che aiuta a ridurre colesterolo cattivo e a disintossicare il fegato. Accompagnamolo con un abbondante porzione di verdure cotte a vapore e condite sempre con olio extra vergine e succo di limone, oppure saltate velocemente in padella con un pò d’olio, aglio, peperoncino ed una spolverata di curcuma (lì dove ci sta bene). Aggiungiamo una porzione di pesce azzurro preferibilmente cotto a vapore ed insaporito con spezie ed olio a crudo, oppure porzioni ridotte di carni bianche. Terminiamo il pasto con un frutto di piccole dimensioni e non molto maturo.
Soprattutto per le crucifere è molto importante una cottura veloce per non rischiare di inattivare le sostanze in esse contenute; i “glucosinolati” composti che durante la masticazione liberano a loro volta delle sostanze dalla forte attività tumorale : “isotiocianati” ed “indoli”.

A cena alleggeriamo ancora di più il pasto nella quantità delle proteine, sosprattutto se d’origine animale, ed eliminiamo i cereali. Meglio puntare su di una porzione di legumi sempre accompagnata da abbondante verdura.
In generale dobbiamo cercare di mantenere un indice glicemico dei pasti basso soprattutto la sera per evitare i cali glicemici del lungo digiuno notturno mettendo così il fegato per così dire a riposo metabolico.

La notte. Vi capita spesso di svegliarvi di notte intorno alle 2 – 3:00 del mattino?
E’ il vostro fegato che ha qualche messaggio d’ipofunzionamento per voi…ascoltatelo!
Per questo, durante il giorno concediamoci degli spuntini con della frutta secca e consumiamo delle tisane a base di cardo mariano e tarassaco.
Eliminiamo i latticini e stiamo lontani assolutamente dai prodotti da forno, farine raffinate e zuccheri vaganti, per non parlare dei grassi idrogenati. Riduciamo le fritture, il sale ed i cibi affumicati, grigliati o bruciacchiati.

Se poi a questa sana alimentazione abbiniamo una regolare e leggera attività fisica, vedremo anche riallaciarsi con molta facilità la tanto odiata cintura.
A presto con le ricette per un fegato sano ed un corpo in forma 🙂

Niente buonismo natalizio

auguri-di-natale-da-tavolo-per-2-blog-di-cucina
Un anno un po’ cosi’
Per tutti, per l’Italia, per le migliaia di bambini che continuano ad impugnare fucili e a perdere la vita.
Niente buonismo natalizio, solo una riflessione dall’alto delle nostre posate d’argento che nonostante tutto, sembrano non renderci felici.
Alla ricerca di cio’ che e’ perfetto, spesso ci perdiamo nella paura di ammettere e riconoscere tutto cio’ che di buono c’e’ nella nostra vita ed e’ per questo,  che  a me stessa e a tutti coloro che soffrono di insoddisfazione apparente e abitudinaria, auguro di ritrovare in cio’ che si ha il senso della propria vita. Prima di ripartire alla scoperta dell’isola che molto probabilmente, non c’e’.

Panettone, struffoli e roccoco’: a Napoli, il gelato della tradizione.

GELATO-A-NAPOLI-CASA-INFANTE-LEOPOLDO-GELATERIE-A-NAPOLI-FOODBLOGGER-TAVOLOPER2

Tenere fede a se stesso e alle proprie radici e’ tra le migliori consapevolezze che il tempo possa regalarci; l’unica strada che legittima il successo di progetti e sfide in cui il coraggio diventa alleato e non improvvisazione di una scena recitata male. Una scena che purtroppo, soprattutto nel campo del food negli ultimi anni, continua a ripetersi random, come un loop che succhia soldi, un trand che bombarda le menti. Yes, i can ed e’ quasi magia: tutti sanno tutto, tutto diventa ristorazione. Al diavolo l’esperienza, lo studio, la ricerca, la propensione personale. Succede come quando ascolti Battiato e dici, cavolo, avrei voluto scriverla io una canzone cosi! Poi prendi un foglio e ti rendi conto che l’unica rima di cui sei capace e’ una riminiscenza del Rodari alle elementari. Ed e’ qui, con tutte le eccezioni del caso, che scatta la consapevolezza. Per me? O levi mano o e’ vero, you can ma capisci che non basta , ti metti sotto e senza scorciatoie, prendi consapevolezza di te, dei tuoi limiti, della tua storia e da qualche parte cominci a disegnarti il futuro su cui sai che punterai tutto te stesso finche’ non riuscirai, in modo o nell’ altro (perche’ si, anche il fallimento talvolta e’ una riuscita). TAVOLOPER2-FOODBLOGGER-PER-LEOPOLDO-CASA-INFANTE-GELATERIE-A-NAPOLI-FOODBLOGGER-TAVOLOPER2

Questo e’ cio’ che penso di un lavoro fatto con i contro attributi, questo e’ cio’ che ho letto, forse sbagliando, nella storia di Marco Infante, erede delle pasticcerie Leopoldo e maestro gelatiere delle omonime gelaterie partenopee. Con Marco ho conosciuto una realta’ che dalla tradizione della propria famiglia ha saputo trarre spunto per un nuova sfida, un’innovazione, chiamata appunto Casa Infante. Qui non si fanno gelati da vent’anni e forse proprio per questo non ci si adagia, come sarebbe potuto invece avvenire, su di un nome che ad oggi e’ sinonimo di qualita’ e territorialita’.  La storia di Leopoldo non parte dal gelato ma col gelato Marco ha avuto la capacita’ di continuarla quella storia e se dovessi descrivere Casa Infante in tre passaggi, io direi che le Gelaterie Casa Infante nascono sotto il segno di:

– Studio

TAVOLOPER2 PER LEOPOLDO-CASA-INFANTE-GELATERIE-A-NAPOLI-FOODBLOGGER-TAVOLOPER2 Prima dell’apertura della prima gelateria, c’e’ stato un’intensa ricerca di mercato e di produzione, che hanno permesso di giungere al pubblico con un prodotto di estrema qualita’ dato appunto da due concetti a mio avviso importanti, quali artigianalita’ e disegno imprenditoriale teso al controllo qualita’ diretto, sempre e comunque.

-Tradizione

CASA-INFANTE-LEOPOLDO-GELATERIE-A-NAPOLI-FOODBLOGGER-TAVOLOPER2

Passaggio sensato, quanto geniale: il gelato qui sposa i gusti della pasticceria. Mitica crostata di fragoline, straordinario il gusto pastiera e assolutamente da svolta, i sapori della tradizione natalizia con roccoco’, struffoli e panettone.

– Innovazione

LEOPOLDO-CASA-INFANTE-GELATERIE-A-NAPOLI-FOODBLOGGER-TAVOLOPER2

Un know-how importante non ha risparmiato ricerca e sperimentazione per giungere ad un risultato non scontato, ma semplicemente buono. Continuamente si prova, continuamente di calibrano i sapori, continuamente si esce al pubblico con novita’ e risultati davvero originali.

E aspettando l’estate per l’alcolico gusto mojito, concludo dicendo che…
Consapevolezza, passione e coraggio sono i doni che non smettero’ mai di chiedere, a Natale e per l’anno che verra’.
E che se Babbo vuole aggiungere pure un po’ di gelato della tradizione per il cenone,  beh io di certo non disdegno!

A Caserta, il Pallagrello del Principe.

terre-del-principe-pallagrello-caserta-blog-di-cucina-tavoloper2

È la terra del principe, del suo principe.
La terra che ognuno di noi sogna, dove amore, passione e ambizione sposano un unico progetto chiamato vita. Una vita che sembrava avesse raggiunto i traguardi più ambiti, successi e riconoscimenti che tra la folla applaudono ma che in solitudine, proprio in quel momento in cui da godere non c’è altro che se stessi, lasciano spazio ad un eco che non va via, finché non appare il coraggio di rinunciare a tutto, in nome di un’incognita che sembra celare il senso di un futuro, diverso dal presente.
Non so esattamente se sono stati questi i pensieri che hanno accompagnato Peppe Mancini e Manuela Piancastelli nelle loro scelte, ma di sicuro ci avviciniamo all’idea di una vita messa in discussione in nome di un amore e una passione comune, il vino.
Lei giornalista, lui avvocato, entrambi affermati professionisti che hanno deciso che da grandi volevano fare i vignaioli, e che vignaioli!
A pochi minuti dal piccolo centro storico di Castel Campagnano, in provincia di Caserta, ritroviamo la loro azienda immersa tra la Valle e le vigne del Medio Volturno. Mentre proprio nel cuore del paese, ci addentriamo in un’affascinantissima cantina storica di proprietà delle Terre del Principe. Perché si, per chi non lo avesse ancora chiaro, un principe esiste davvero in tutta questa storia, il principe che Manuela ha rivisto in Peppe, dedicandogli il nome di questa avventura divenuta poi una realtà consolidata e conosciuta in tutto il mondo.

terre-del-principe-pallagrello-caserta-blog-di-cucina-valle-del-medio-volturno
terre-del-principe-pallagrello-caserta-blog-di-cucina-valle-del-medio-volturno-castel-campagnano
terre-del-principe-pallagrello-caserta-blog-di-cucina-valle-del-medio-volturno-castel-campagnano-enoturismo-tavoloper2
terre-del-principe-pallagrello-caserta-blog-di-cucina-valle-del-medio-volturno-castel-campagnano-enoturismo

Ma al di la della storia, credetemi, qui, dalle uve di Pallagrello bianco, Pallagrello Nero e Casavecchia, si produce un ottimo vino. Sorsi di qualità che sanno di storia e cultura proprio grazie al contributo di Peppe Mancini, successivamente supportato da 5 anni di ricerca della Regione Campania e dell’Università di Napoli, che ha riscoperto queste antiche varietà autoctone rientrate di diritto, ormai da qualche anno, nel Catalogo Nazionale delle uve da vinificazione con l’IGP “Terre del Volturno”.

terre-del-principe-pallagrello-caserta-blog-di-cucinaterre-del-principe-pallagrello-caserta-blog-di-cucina-valle-del-medio-volturno-castel-campagnano-enoturismo-campaniaterre-del-principe-pallagrello-caserta-blog-di-cucina-valle-del-medio-volturno-castel-campagnano-caserta

Affiancati dal Professor Luigi Moio, Terre del Principe è sinonimo di serietà, mix perfetto tra innovazione, ricerca e radici solide che fanno di un vino un’esperienza, e dell’esperienza un’occasione giusta per bere vino.

 

Elaborazioni alimentari e consumo critico: Paolantoni in mostra al Pan.

pane-al-pan-paoloantoni-al-pan
pan-palazzo-arti-napoli-tavoloper2-francesco-paoloantoni
Poliedrica macchietta partenopea, Francesco Paolantoni nasconde nei sorrisi un’anima d’artista che legge e reinterpreta con semplicità, un mondo fatto di ricordi, viaggi e passioni.
La Napoli di Totò ed Eduardo, l’Europa dei monumenti simbolo, una carriera da attore tra miti e capolavori, questi i soggetti che con una particolarissima tecnica a base di pane e coloranti naturali, come per esempio il rosso paprika o il verde basilico, Paolantoni realizza con mosaici che amo definire leggeri ma non banali. Proprio come lui, un uomo che ha dato alla sua arte un senso di condivisione e divulgazione che al Palazzo delle Arti Napoli sposa un messaggio di sensibilizzazione al consumo critico, rafforzato da un partenariato di rilievo, Regione Campania, Fondazione Polis e Unipan Unione panificatori campani,  che hanno presenziato al vernissage della personale dell’attore “Pane al Pan”, tenutasi questo week end a Napoli e che resterà in mostra fino al 30 novembre.

pane-al-pan-paoloantoni-al-pan-fondazione-polis

Un’originale performance di elaborazioni alimentari quindi, che sposa importanti tematiche sociali particolarmente sensibili sul territorio campano. Tematiche che abbiamo avuto modo di approfondire con il dott. Enrico Tedesco della Fondazione Polis, acronimo di Politiche Integrate di Sicurezza per le Vittime Innocenti di criminalità e i Beni Confiscati, costituita dalla Regione Campania come volontà di far fronte comune alle mafie in materia appunto di sicurezza, e che si occupa di valorizzare il riuso dei beni confiscati alla malavita. Una realtà di cui avremo modo di parlare e che trova spazio all’interno di questo evento con Unipan, una delle cooperative della fondazione, che ha tra gli obiettivi la coltivazione di grano campano in terre per l’appunto confiscate dalla camorra, in grado di fornire farina utile a portare in tavola il pane della legalità, alimento primario oggi ad appannaggio della malavita partenopea che per nulla tutela ed osserva le più comuni norme igieniche e di sicurezza.

pane-al-pan-paoloantoni-al-pan-addio-pizzo
Non da meno la presenza durante la conferenza stampa, dell’assessore alla cultura e al turismo del comune di Napoli, Nino Daniele, impegnato con l’associazione Antiracket e in particolare con un progetto dedicato al consumo critico “Addio Pizzo” che mi piacerebbe riassumere con questa definizione: “…L’estorsione è la madre di tutti i crimini perchè è funzionale a stabilire, consolidare ed estendere il governo sul territorio rappresentato da una strada, una piazza, un quartiere. Il pizzo è manifestazione della signoria territoriale di Cosa nostra sulla città…”
Un piccolo gesto, come quello di acquistare presso i negozi derackettizzati, piuttosto che aderire ad Addio Pizzo attraverso l’associazione, che permette ai cittadini di contribuire in maniera attiva nella lotta alla malavita.
Prossimamente l’intervista all’Assessore e la condivisione del suo ultimo libro proprio sul consumo critico.

Ringraziando chi ci ha permesso di essere presenti all’evento, Tavolo per 2 ribadisce il proprio sostegno ad iniziative tese allo sviluppo di una consapevolezza democratica in grado di cambiare il mondo o per lo meno non subirlo passivamente, a tavola come nella vita.

paoloantoni-in-mostra-al-pan-raffaela-di-capua-tavoloper2

paoloantoni-in-mostra-al-pan-mostra-tavoloper2

 

 

Calorie e obesità, occhio allo street food.

blog-cucina-tavoloper2-street-food-amercan-style-new-york-pausa-pranzo-italia
Continuiamo il nostro viaggio tra le calorie questa volta dello street food americano e nostrano, spesso soluzione pratica per spuntini o pranzi veloci.

American style with hot-dog, hamburger e pollo fritto!
Con un hot-dog siamo sulle 290 calorie circa, troppe se si tratta di uno spuntino e in generale, una tipologia di  calorie dannose. Infatti, definite calorie vuote, derivano da un panino assolutamente povero di minerali e vitamine, eccessivamente ricco di gassi saturi e colesterolo e con proteine di scadente qualità. Unica nota positiva, la cottura dell’hot-dog, a vapore o alla griglia.

Per l’hamburger il calcolo calorico è un pò più difficile, in quanto dipende dalla farcitura.
Ma diciamo che con un classico Big-burger (doppio hamburger di manzo, ketchup, pomodoro, insalata e cetriolo) siamo sulle 220 calorie per 100 grammi.  Considerato che il peso dell’intero panino è quasi il doppio, sforiamo le 400 calorie che senza aggiungere altro, per un pranzo possono andar bene. Ma, e dico ma, sicuri di rinunciare alle simpaticissime patatine fritte?  230 cal. una porzione piccola stile Mc Donald’s. E al gustosissimo double cheese? Sfioriamo qui le 500 cal. per porzione!

Spesso consumati nelle numerose catene di fast food americane, piuttosto che all’angolo di una street qualunque, per entrambi c’è d’affrontare il discorso di scarsa qualità del pane, per lo più di pane briosciato ricco di zucchero e lavorato con latte, olio vegetale o strutto.

Veniamo al tipico pollo fritto americano, dorato, con un’ impanatura spessa ma croccantissima. Ok, saporito assai ma sappiate che con una porzione di solo 4 pezzi s’ ingurgitano 450 calorie di frittura non certamente sana come quella di casa!

 

blog-cucina-tavoloper2-street-food-amercan-style-new-york-pausa-pranzo-italia-focaccia

Pizzetta, calzoni e panino imbottito, ora si che siamo in Italì!
Il Pane.
Iniziamo col dire che, senza campanilismo alcuno, la qualità del pane è migliore e le calorie sono inferiori. Parliamo infatti di farina, acqua, lievito e sale; e a patto che non si scelga quella tipologia di pane,  non ritroviamo troviamo latte, olio ne zucchero aggiunti.
I più attenti addirittura scelgono per i loro panini farine da cereali integrali o non esclusivamente 00, aggiungendo fibre e riducendo l’indice glicemico del loro pasto.

La pizza.
Oscilliamo tra le 250 calorie della pizzetta a taglio, e le 530/600 calorie  di una margherita intera (dipende dal peso della pasta ed altri ingredienti) . Ovviamente più condimento si mette sulla pizza più le calorie salgono. Tendenzialmente è un piatto sbilanciato verso i carboidrati ma con qualche accorgimento può essere più bilanciato nei macronutrienti: carboidrati, proteine, grassi.

Stesso discorso vale per i panini, è la farcitura a far lievitare l’apporto calorico!
Orientativamente come calorie siamo intorno alle 400 cal. considerando un panino dalle dimensioni della classica rosetta.
Con l’abitudine di aggiungere sempre delle verdure grigliate, insalata, rucola piuttosto che pomodoro ed  una proteina a scelta tra un formaggio non troppo grasso o degli affettati ben sgrassati, piuttosto che del tonno, avremo un pasto tutto sommato ben equilibrato.

Purtroppo questi conti calorici non valgono se consumiamo pizza con wrustel e patatine fritte, prosciutto cotto e panna, panini farciti con polpette, parmigiana di melanzane , maionese o qualsivoglia resto del pranzo domenicale usato per “imbuttunare la nostrana capa di pane”.

 

Calorie e obesità, ecco cosa combiniamo imitando le abitudini oltre oceano.

tavoloper2-blog-cucina-new-york-buitoni-contest-hamburger
Tasso d’obesità troppo alto in America? I conti sono presto fatti!
Ecco cosa combiniamo imitando le abitudini oltre oceano.

Colazione all’italiana
Sia nella versione classica con caffè latte o yogurt, fette biscottate con miele o marmellata, sia con corn flakes/muesli ed un frutto o spremuta, siamo sulle 300/400 cal. (a seconda delle quantità) con un pò troppi carboidrati e soprattutto zuccheri.
Ma al mattino direi ce lo possiamo concedere.
Stesso numero circa di calorie per la versione salata con del pane tostato ed affettati oppure formaggio spalmabile, frutta o spremuta e caffè. In questo caso abbiamo un migliore bilanciamento dei macronutrienti e certamente una maggior quantità di proteine. Troppo pochi i grassi “buoni” ma possiamo rimediare con frutta secca od olio evo.

Colazione americana

Con caffè nero lungo oppure orange juice, pancakes o french toast al burro e  sciroppo d’acero, siamo sulle 370 cal solo per 100g delle tanto amate frittelline, concentrato di farina 00 e burro. Se consideriamo che ogni pancakes servito nei locali ha un peso non inferiore ai 50gr, e  la porzione singola è in media di 3 fette, siamo sulle 500 cal.
Aggiungiamo poi quelle del burro usato per cucinarle e quelle dell’orange juice ( ch’è molto lontano dalla nostra spremuta d’arancia) e saliamo sulle 650. Andiamo tranquilli  con lo sciroppo d’acero, ottima fonte di minerali e a patto che sia naturale e senza additivi. Solo 26 cal per 10 gr. cioè un cucchiaino, e la goduria è farlo colare dolcemente!
Possiamo fare peggio con quella salata : pane tostato o saltato in padella quindi con burro,uova al piatto ( 2 o more) o omelette con verdure e formaggio, bacon o salsiccia, orange juice (onnipresente) ma anche coppetta di frutta fresca!
Qui siamo tranquillamente sulle 1000 cal. a pasto, col problema che la quota di proteine ma soprattutto grassi saturi è decisamente alta. Siamo solo al mattino e per fegato, cistifellea ed apparato digerente, è uno stress decisamente alto.

To be continued…

 

Il Sud di Marianna Vitale e Ron Zacapa.

il-rum-e-servito-marianna-vitale-ristorante-sud-con-ron-zacapa-e-gambero-rosso
Nei giorni scorsi siamo state da Sud, ristorante dello chef stellato Marianna Vitale, in occasione della cena degustazione con rum Zacapa in abbinamento.
“Il Rum è servito”, questo il nome dell’evento organizzato da Gambero Rosso e Ron Zacapa, ha visto protagoniste 12 chef creative di 12 ristoranti d’Italia, che si sono cimentate in un menu ad hoc proposto in abbinamento a Ron Zacapa 23, Ron Zacapa 23 Etiqueta Negra e Ron Zacapa Xo.

Un tour gastronomico con un’insolita interpretazione, una sfida difficilissima e che secondo me, nel caso di Marianna Vitale, è finita 0-0 con gli attenuanti del caso. Quali?
La cena non mi è piaciuta, ma nonostante lei non fosse in una splendida forma culinaria in questa occasione, resta un vero talento, una creativa con una marcia in più, a cui possiamo perdonare una marketta una tantum!
E allora sorvoliamo, diciamoci pure che è stato fondamentale per l’arricchimento personale sorseggiare questo rum per tutta la cena e cominciamo col dire che nel bene e nel male l’esperienza con una cucina come quella di Sud, c’è.
Cosi come credo che affinchè resti tale, dunque un’esperienza sensoriale di cui parlare, non bisogna abusarne.
Credo infatti che un’ eccessiva stimolazione dei sensi verso nuovi sapori ed innaturali abbinamenti, possano col tempo portare all’impoverimento del palato che smette di rievocare e continuamente si piega alla ricerca di qualcosa che probabilmente non arriverà.

Ma veniamo ai piatti della serata:
Tartare di vitello irpino, fichi e nocciole di Giffoni. Su crema di burro e acciughe.

tartare-di-vitello-il-rum-e-servito-marianna-vitale-ristorante-sud-con-ron-zacapa-e-gambero-rosso
Ottima la crema, se riesco a farla la propongo sui crostini per il cenone.
Indipendentiste le nocciole di Giffoni.
Tartare toscana batte ancora senza dubbio l’impasto simil polpetta mangiata quella sera.


Risotto con cipolla caramellata, taleggio di bufala e aneto.

risotto-con-cipolla-caramellata-e-taleggio-di-bufala-il-rum-e-servito-marianna-vitale-ristorante-sud-con-ron-zacapa-e-gambero-rosso
Non male ma il nome rende di più.

 

Polpo arrosto, ciliege e ricotta di bufala.
polpo-arrostito-ricotta-di-bufala-il-rum-e-servito-marianna-vitale-ristorante-sud-con-ron-zacapa-e-gambero-rosso
Forse il piatto migliore della serata, anche se in quantità eccessive può disgustare e avvertire, per assurdo, un certo appiattimento del palato, dovuto al sapore di bruciato costante. Notevole la lavorazione della ricotta di bufala.

 

Crostatina meringata con cioccolato fondente e marmellata d’arancia amara.
Crostatina-meringata-con-cioccolato-fondente-e-marmellata-d'arancia-amara-il-rum-e-servito-marianna-vitale-ristorante-sud-con-ron-zacapa-e-gambero-rosso
Sicuramente il piatto forte della serata. A mio avviso da Sud il dolce vince sempre e mai come in questa occasione, dove finalmente il rum trova il suo abbinamento!

E come in ogni temino che si rispetti, concludo dicendo che…
De gustibus non disputandum est, e’ una grande mezza verita’.
La cena è stata noiosa perchè fondamentalmente è mancato il vino.
I sapori non sono stati eccelsi, perchè il tutto esasperato verso il gusto forte del rum.
I ristoranti di un certo livello non dovrebbero accettare pulman  armati per la degustazione, perchè con un tavolone da trenta persone affianco, vi assicuro che tutto diventa eccessivamente assordante.
Ottimo servizio come sempre, ma i giovani ed ilari camerieri potrebbero evitare di ridere in faccia ai clienti, soprattutto all’accoglienza.

Vabbè,
diciamo che dopo questa da Sud prendiamo una piccola pausa,
giusto per rifletterci un pò su(d)
🙂

Autunno: porcini, castagne ed eventi con Nonna Giulia a Lettere.

sagre autunno campania napoli tavoloper2 nonna giulia ristorante lettere

Settimana ricca di eventi per Tavolo per 2!
Domani sera saremo da Nonna Giulia a Lettere per l’appuntamento culinario autunnale, deliziato da funghi porcini e castagne dei Monti Lattari.
In collaborazione con i ragazzi dell’Associazione Tra cielo e mare, Alfonsina e il suo staff ci accoglieranno in un’atmosfera suggestiva e come sempre conviviale e piacevole, con gli immacabili sapori della tradizione firmati dello chef Gennaro Longobardi.
Se siete in zona, vi consiglio di non perdere quest’evento.
Ci si vede a Lettere?

Citta’ del Gusto presenta, Tre Bicchieri a Napoli.

tre bicchieri gambero rosso napoli citta del gusto nola tavolo per 2 blog cucina

DOMENICA 26 OTTOBRE, PRESSO LA MOSTRA D’OLTREMARE IL GRANDE EVENTO ORGANIZZATO DALLA CITTA’ DEL GUSTO NAPOLI.
IL MEGLIO DELLA PRODUZIONE VITIVINICOLA CAMPANA E NAZIONALE IN DEGUSTAZIONE PER I TRE BICCHIERI A NAPOLI, LE ETICHETTE REGIONALI CHE HANNO OTTENUTO IL PRESTIGIOSO RICONOSCIMENTO.

Tavolo per 2 ci sara’!

Vini d’ Italia – Tre Bicchieri 2015
26 ottobre 2014, dalle ore 19.00 alle ore 23.00
Napoli, ingressi via Terracina e Viale Kennedy Ristorante della Piscina della Mostra d’Oltremare. E’ necessaria la prenotazione.
Il biglietto è acquistabile on-linee presso le prevendite abituali del circuito TicketonLine Azzurro Service € 35; ridotto € 30, riservato ad abbonati speciali, ai soci AIS, FISAR e Cral Convenzionati con la Città del Gusto.

Per info e prenotazioni: 081 3119800-01, 3381691727, eventi.na@cittadelgusto.it

tre bicchieri gambero rosso napoli eventi citta del gusto nola tavolo per 2 blog cucinaSaranno circa 100 le aziende presenti all’appuntamento napoletano dei “Tre Bicchieri”che andrà in scena domenica 26 ottobre negli ampi spazi della Mostra d’Oltremare. Una fotografia nitida del meglio della produzione enoica nazionale, un vero e proprio evento organizzato dalla Città del Gusto Napoli. Grande attesa e curiosità quindi per i winelover per degustare, tra gli altri, una selezione di vini campani che hanno ottenuto il prestigioso riconoscimento e che confermano il momento d’oro della produzione regionale.

“La Campania è certamente una tra le più interessanti realtà italiane – commenta Marco Sabellico, uno dei curatori della Guida Vini d’Italia del Gambero Rosso e degustatore di fama internazionale – e conferma, anche in questa edizione, una crescita esponenziale. Non solo in termini numerici, passando dai 17 Tre Bicchieri dello scorso anno ai 20 attuali, ma anche e soprattutto per quanto concerne gli standard qualitativi, sempre più elevati. Fa piacere sottolineare il grande momento di alcuni territori come la Costiera, il Sannio, il Taburno, i Campi Flegrei e le Isole e, al tempo stesso, prendere atto di alcune conferme come l’Irpinia e la nouvelle vague di aziende che riservano una particolare attenzione alla produzione biologica”.

In particolare il Fiano di Avellino si piazza, con 5 etichette, nel gotha dei Tre Bicchieri, mentre va salutato con soddisfazione l’autentico exploit del Sannio. Ma, a parte alcune eccezioni legate all’annata presa in esame, è tutta la Campania che conferma l’eccellenza dei suoi autoctoni e le grandi capacità delle cantine della regione.

E, a proposito di conferme, va anche ricordata quella della Città del Gusto Napoli che si conferma come polo formativo ed enogastronomico dell’ eccellenza e per il quarto anno consecutivo, organizza la manifestazione dei Tre Bicchieri, certamente una delle iniziative enogastronomiche più importanti nel panorama delle attività di settore nel Centro-Sud.

“Siamo ormai da diverso tempo un punto di riferimento essenziale nel comparto – conferma Serena Maggiulli, direttore della Città del Gusto Napoli – e i Tre Bicchieri rappresentano uno dei nostri fiori all’occhiello. Sarà una serata speciale che vedrà schierati, oltre a un parterre di grandissimi vini, anche alcune delle grandi eccellenze agroalimentari del territorio – come la Mozzarella di Bufala Campana DOP ed altre bontà casearie, i prodotti da forno, la pasticceria d’autore e le diverse specialità preparate dagli chef della Città del Gusto – in un percorso di prelibatezze ma anche di eventi collaterali che toccheranno il mondo dello sport, dello spettacolo, dell’arte e della cultura”.

Il programma dell’iniziativa è infatti ricco e variegato e i partecipanti, oltre a soddisfare il palato, potranno godere di installazioni artistiche come la mostra fotografica “Divino” di Pino Costa – Multimedia Artist – e Tiziana Mastropasqua – fotografa, attrice ed illustratrice.

“D’altra parte la Città del Gusto di Napoli – conclude Marco Sabellico – è certamente la più avanzata e propositiva tra quelle che il Gambero Rosso ha dislocato in Italia. Ben diretta e ottimamente gestita, esattamente come meritano una città e una regione che, tra vini straordinari e grandi chef, rappresentano una sorta di paradiso per gli addetti ai lavori e gli appassionati dell’intero settore enogastronomico”.

Colonna sonora dell’evento, l’inconfondibile suono del Dj set di Lunare Project, con special guest alla consolle Roberto Barone, direttore artistico di Radio Yacht, appena rientrato dal tour internazionale.

Oltre grandi vini , percorsi di gusto , arte e musica d’ autore anche lo sport sceglie Città del GUSTO Napoli per dar vita ad un progetto di salute e benessere attraverso la corretta alimentazione degli sportivi. Difatti partner della degustazione è l’Associazione Sportiva Acquachiara, costituita da 4 società, con 25 squadre presenti ai campionati nazionali federali e con un totale di circa 600 atleti. Punta di diamante dell’Associazione è la squadra maschile dell’Acquafredda, al suo secondo anno in A1.