Panettone, struffoli e roccoco’: a Napoli, il gelato della tradizione.

GELATO-A-NAPOLI-CASA-INFANTE-LEOPOLDO-GELATERIE-A-NAPOLI-FOODBLOGGER-TAVOLOPER2

Tenere fede a se stesso e alle proprie radici e’ tra le migliori consapevolezze che il tempo possa regalarci; l’unica strada che legittima il successo di progetti e sfide in cui il coraggio diventa alleato e non improvvisazione di una scena recitata male. Una scena che purtroppo, soprattutto nel campo del food negli ultimi anni, continua a ripetersi random, come un loop che succhia soldi, un trand che bombarda le menti. Yes, i can ed e’ quasi magia: tutti sanno tutto, tutto diventa ristorazione. Al diavolo l’esperienza, lo studio, la ricerca, la propensione personale. Succede come quando ascolti Battiato e dici, cavolo, avrei voluto scriverla io una canzone cosi! Poi prendi un foglio e ti rendi conto che l’unica rima di cui sei capace e’ una riminiscenza del Rodari alle elementari. Ed e’ qui, con tutte le eccezioni del caso, che scatta la consapevolezza. Per me? O levi mano o e’ vero, you can ma capisci che non basta , ti metti sotto e senza scorciatoie, prendi consapevolezza di te, dei tuoi limiti, della tua storia e da qualche parte cominci a disegnarti il futuro su cui sai che punterai tutto te stesso finche’ non riuscirai, in modo o nell’ altro (perche’ si, anche il fallimento talvolta e’ una riuscita). TAVOLOPER2-FOODBLOGGER-PER-LEOPOLDO-CASA-INFANTE-GELATERIE-A-NAPOLI-FOODBLOGGER-TAVOLOPER2

Questo e’ cio’ che penso di un lavoro fatto con i contro attributi, questo e’ cio’ che ho letto, forse sbagliando, nella storia di Marco Infante, erede delle pasticcerie Leopoldo e maestro gelatiere delle omonime gelaterie partenopee. Con Marco ho conosciuto una realta’ che dalla tradizione della propria famiglia ha saputo trarre spunto per un nuova sfida, un’innovazione, chiamata appunto Casa Infante. Qui non si fanno gelati da vent’anni e forse proprio per questo non ci si adagia, come sarebbe potuto invece avvenire, su di un nome che ad oggi e’ sinonimo di qualita’ e territorialita’.  La storia di Leopoldo non parte dal gelato ma col gelato Marco ha avuto la capacita’ di continuarla quella storia e se dovessi descrivere Casa Infante in tre passaggi, io direi che le Gelaterie Casa Infante nascono sotto il segno di:

– Studio

TAVOLOPER2 PER LEOPOLDO-CASA-INFANTE-GELATERIE-A-NAPOLI-FOODBLOGGER-TAVOLOPER2 Prima dell’apertura della prima gelateria, c’e’ stato un’intensa ricerca di mercato e di produzione, che hanno permesso di giungere al pubblico con un prodotto di estrema qualita’ dato appunto da due concetti a mio avviso importanti, quali artigianalita’ e disegno imprenditoriale teso al controllo qualita’ diretto, sempre e comunque.

-Tradizione

CASA-INFANTE-LEOPOLDO-GELATERIE-A-NAPOLI-FOODBLOGGER-TAVOLOPER2

Passaggio sensato, quanto geniale: il gelato qui sposa i gusti della pasticceria. Mitica crostata di fragoline, straordinario il gusto pastiera e assolutamente da svolta, i sapori della tradizione natalizia con roccoco’, struffoli e panettone.

– Innovazione

LEOPOLDO-CASA-INFANTE-GELATERIE-A-NAPOLI-FOODBLOGGER-TAVOLOPER2

Un know-how importante non ha risparmiato ricerca e sperimentazione per giungere ad un risultato non scontato, ma semplicemente buono. Continuamente si prova, continuamente di calibrano i sapori, continuamente si esce al pubblico con novita’ e risultati davvero originali.

E aspettando l’estate per l’alcolico gusto mojito, concludo dicendo che…
Consapevolezza, passione e coraggio sono i doni che non smettero’ mai di chiedere, a Natale e per l’anno che verra’.
E che se Babbo vuole aggiungere pure un po’ di gelato della tradizione per il cenone,  beh io di certo non disdegno!

A Caserta, il Pallagrello del Principe.

terre-del-principe-pallagrello-caserta-blog-di-cucina-tavoloper2

È la terra del principe, del suo principe.
La terra che ognuno di noi sogna, dove amore, passione e ambizione sposano un unico progetto chiamato vita. Una vita che sembrava avesse raggiunto i traguardi più ambiti, successi e riconoscimenti che tra la folla applaudono ma che in solitudine, proprio in quel momento in cui da godere non c’è altro che se stessi, lasciano spazio ad un eco che non va via, finché non appare il coraggio di rinunciare a tutto, in nome di un’incognita che sembra celare il senso di un futuro, diverso dal presente.
Non so esattamente se sono stati questi i pensieri che hanno accompagnato Peppe Mancini e Manuela Piancastelli nelle loro scelte, ma di sicuro ci avviciniamo all’idea di una vita messa in discussione in nome di un amore e una passione comune, il vino.
Lei giornalista, lui avvocato, entrambi affermati professionisti che hanno deciso che da grandi volevano fare i vignaioli, e che vignaioli!
A pochi minuti dal piccolo centro storico di Castel Campagnano, in provincia di Caserta, ritroviamo la loro azienda immersa tra la Valle e le vigne del Medio Volturno. Mentre proprio nel cuore del paese, ci addentriamo in un’affascinantissima cantina storica di proprietà delle Terre del Principe. Perché si, per chi non lo avesse ancora chiaro, un principe esiste davvero in tutta questa storia, il principe che Manuela ha rivisto in Peppe, dedicandogli il nome di questa avventura divenuta poi una realtà consolidata e conosciuta in tutto il mondo.

terre-del-principe-pallagrello-caserta-blog-di-cucina-valle-del-medio-volturno
terre-del-principe-pallagrello-caserta-blog-di-cucina-valle-del-medio-volturno-castel-campagnano
terre-del-principe-pallagrello-caserta-blog-di-cucina-valle-del-medio-volturno-castel-campagnano-enoturismo-tavoloper2
terre-del-principe-pallagrello-caserta-blog-di-cucina-valle-del-medio-volturno-castel-campagnano-enoturismo

Ma al di la della storia, credetemi, qui, dalle uve di Pallagrello bianco, Pallagrello Nero e Casavecchia, si produce un ottimo vino. Sorsi di qualità che sanno di storia e cultura proprio grazie al contributo di Peppe Mancini, successivamente supportato da 5 anni di ricerca della Regione Campania e dell’Università di Napoli, che ha riscoperto queste antiche varietà autoctone rientrate di diritto, ormai da qualche anno, nel Catalogo Nazionale delle uve da vinificazione con l’IGP “Terre del Volturno”.

terre-del-principe-pallagrello-caserta-blog-di-cucinaterre-del-principe-pallagrello-caserta-blog-di-cucina-valle-del-medio-volturno-castel-campagnano-enoturismo-campaniaterre-del-principe-pallagrello-caserta-blog-di-cucina-valle-del-medio-volturno-castel-campagnano-caserta

Affiancati dal Professor Luigi Moio, Terre del Principe è sinonimo di serietà, mix perfetto tra innovazione, ricerca e radici solide che fanno di un vino un’esperienza, e dell’esperienza un’occasione giusta per bere vino.

 

Il Sud di Marianna Vitale e Ron Zacapa.

il-rum-e-servito-marianna-vitale-ristorante-sud-con-ron-zacapa-e-gambero-rosso
Nei giorni scorsi siamo state da Sud, ristorante dello chef stellato Marianna Vitale, in occasione della cena degustazione con rum Zacapa in abbinamento.
“Il Rum è servito”, questo il nome dell’evento organizzato da Gambero Rosso e Ron Zacapa, ha visto protagoniste 12 chef creative di 12 ristoranti d’Italia, che si sono cimentate in un menu ad hoc proposto in abbinamento a Ron Zacapa 23, Ron Zacapa 23 Etiqueta Negra e Ron Zacapa Xo.

Un tour gastronomico con un’insolita interpretazione, una sfida difficilissima e che secondo me, nel caso di Marianna Vitale, è finita 0-0 con gli attenuanti del caso. Quali?
La cena non mi è piaciuta, ma nonostante lei non fosse in una splendida forma culinaria in questa occasione, resta un vero talento, una creativa con una marcia in più, a cui possiamo perdonare una marketta una tantum!
E allora sorvoliamo, diciamoci pure che è stato fondamentale per l’arricchimento personale sorseggiare questo rum per tutta la cena e cominciamo col dire che nel bene e nel male l’esperienza con una cucina come quella di Sud, c’è.
Cosi come credo che affinchè resti tale, dunque un’esperienza sensoriale di cui parlare, non bisogna abusarne.
Credo infatti che un’ eccessiva stimolazione dei sensi verso nuovi sapori ed innaturali abbinamenti, possano col tempo portare all’impoverimento del palato che smette di rievocare e continuamente si piega alla ricerca di qualcosa che probabilmente non arriverà.

Ma veniamo ai piatti della serata:
Tartare di vitello irpino, fichi e nocciole di Giffoni. Su crema di burro e acciughe.

tartare-di-vitello-il-rum-e-servito-marianna-vitale-ristorante-sud-con-ron-zacapa-e-gambero-rosso
Ottima la crema, se riesco a farla la propongo sui crostini per il cenone.
Indipendentiste le nocciole di Giffoni.
Tartare toscana batte ancora senza dubbio l’impasto simil polpetta mangiata quella sera.


Risotto con cipolla caramellata, taleggio di bufala e aneto.

risotto-con-cipolla-caramellata-e-taleggio-di-bufala-il-rum-e-servito-marianna-vitale-ristorante-sud-con-ron-zacapa-e-gambero-rosso
Non male ma il nome rende di più.

 

Polpo arrosto, ciliege e ricotta di bufala.
polpo-arrostito-ricotta-di-bufala-il-rum-e-servito-marianna-vitale-ristorante-sud-con-ron-zacapa-e-gambero-rosso
Forse il piatto migliore della serata, anche se in quantità eccessive può disgustare e avvertire, per assurdo, un certo appiattimento del palato, dovuto al sapore di bruciato costante. Notevole la lavorazione della ricotta di bufala.

 

Crostatina meringata con cioccolato fondente e marmellata d’arancia amara.
Crostatina-meringata-con-cioccolato-fondente-e-marmellata-d'arancia-amara-il-rum-e-servito-marianna-vitale-ristorante-sud-con-ron-zacapa-e-gambero-rosso
Sicuramente il piatto forte della serata. A mio avviso da Sud il dolce vince sempre e mai come in questa occasione, dove finalmente il rum trova il suo abbinamento!

E come in ogni temino che si rispetti, concludo dicendo che…
De gustibus non disputandum est, e’ una grande mezza verita’.
La cena è stata noiosa perchè fondamentalmente è mancato il vino.
I sapori non sono stati eccelsi, perchè il tutto esasperato verso il gusto forte del rum.
I ristoranti di un certo livello non dovrebbero accettare pulman  armati per la degustazione, perchè con un tavolone da trenta persone affianco, vi assicuro che tutto diventa eccessivamente assordante.
Ottimo servizio come sempre, ma i giovani ed ilari camerieri potrebbero evitare di ridere in faccia ai clienti, soprattutto all’accoglienza.

Vabbè,
diciamo che dopo questa da Sud prendiamo una piccola pausa,
giusto per rifletterci un pò su(d)
🙂

Baccanera, il buongusto della movida stabiese.

locale enoteca castellammare di stabia napoli bacca nera vino tavoloper2
photo di Lucia “LaFilleRouge” Testa

Punto di riferimento della movida stabiese e di chi non ha voglia di sbagliare vino, qui il dettaglio è un cult.
Dal locale finemente arredato da designer esperti e innovativi, alla cucina curata dallo chef Silvano ed  esaltata dalla scelta territoriale di prodotti stagionali di nicchia, Baccanera è la risposta a chi ancora crede che in provincia e in particolare al sud Italia, non si possa fare intrattenimento ed accoglienza di tendenza, senza rinnegare le proprie origini bensì reinterpretandole e facendone una brillante innovazione imprenditoriale.
Wine bar ed enoteca a Castellammare di Stabia, Baccanera propone una vastissima scelta di etichette, frutto di esperienza pluridecennale nel settore del titolare Francesco Puopolo che, insieme al sommelier e figlio Francesco, mira a trasformare ogni attimo trascorso qui in un’esperienza  di cui godere senza sbavature, perché qui la qualità è certezza e con cibo, vino e musica non si scherza, piuttosto se ne gioisce insieme!

locale enoteca castellammare di stabia napoli bacca nera vino tavoloper2 blog
photo di Lucia “LaFilleRouge” Testa

Ed è con estremo piacere che le telecamere di Mediterranea on the road hanno raggiunto Baccanera e il suo staff a Castellammare di Stabia, due chiacchiere tra amici, du’ spaghi  e un buon calice di vino, presto posteremo i video e le ricette della giornata 🙂

locale enoteca castellammare di stabia napoli bacca nera vino tavoloper2 mediterranea on the road
photo di Lucia “LaFilleRouge” Testa

locale enoteca castellammare di stabia napoli bacca nera vino tavoloper2 blog cucina
photo di Lucia “LaFilleRouge” Testa

Food impression e indirizzi di gusto a New York

tavoloper2-blog-cucina-new-york-buitoni-contest-hamburger

New York, patria indiscussa dello street food e dove realmente si può mangiare a tutte le ore del giorno e della notte, in qualsiasi posto, con l’imbarazzo della scelta. Dalla colazione allo spuntino notturno, dal fugace pranzo consumato in metro alla cena elegante in quel di Soho, correndo verso un aperitivo in riva al lago o affacciati all’ennesimo piano di un grattacielo.
Questa è New York e nella fattispecie Manhattan, un susseguirsi di cibo ad ogni angolo e marciapiede; cosmopolita, libera e paradossale anche nel food, dove tra i mille odori di etnie che la abitano, il cibo healthy affianca senza alcuna discriminazione quello definito spazzatura.
Dal papà di tutti, signor hamburger alto e succulento, con prole a seguito, patate fritte e onion rings croccanti; ecco che spunta un camioncino pronto a sopperire ai sensi di colpa con centrifugati di frutta fresca e verdura. Ritroviamo poi il cugino hot dog, rigorosamente in comitiva con cipolla e mostarda che però a New York convive pacificamente con cruditè e piatti vegani, sposati dal gigante buono della pizza, in combutta con Coca Cola e le centinaia e centinaia di bibite gassate vaganti in ogni punto della città. (Ma non abbiate preoccupazione alcuna, l’acqua c’è, esiste e in molti punti è anche potabilmente fornita da fontane pubbliche).

tavoloper2-blog-cucina-new-york-buitoni-contestchelsea-market

Riso, quinoa, insalata o amaranto? Perché no, il tempo di un muffin innafiato da Frappuncino, dopo la mitica colazione a base di Pancakes, succo d’acero, uova fritte, french toast e bacon, ed eccomi nel paradiso sceso in terra: Chelsea Market, il regno incontrastato di sushi, aragoste e permettetemi di aggiungere, della Sarabeth ‘s cheesecake.
Ma come tutte cose belle, anche quest’avventura è finita ed è tempo di andare.

Il Signor Buitoni ci riporta a casa, con qualche chilo in più ma con la consapevolezza che una gran fetta di mondo, almeno quella a tavola, l’ho ritrovata qui, come ad una gran rimpatriata nel giorno di Pasquetta.

Alcuni indirizzi da non perdere:

Lupa Restaurant
Greenwich Village, 170 Thompson Street
Osteria romana di Joe Bastianich >>Read more

The Lobster Place
Chelsea Market – 75 9th Avenue (tra la 15th e la 16 Streets)
Un’eccellente selezione di pesce fresco ad ottimi prezzi. Qui è possibile far la spesa o consumare un pasto veloce quanto gustosto, a base di sushi piuttosto che di fantastiche aragoste se vi va!

Artichoke Basille’s Pizza
East Village (328 East 14th Street )
Chelsea (114 10th Avenue)
Greenwich Village (111 MacDougal Street)
Fantastica la loro pizza ai carciofi ma attenti alle quantità, le fette sono enormi!

DuMont Burger
314 Bedford Ave, Brooklyn
Attraversate il ponte a piedi, fate un giro appena arrivati a Brooklyn e con un taxi, attraversando il quartiere ebraico, arrivate fino al Dumont , tra il fascinoso e il vintage. Non perdetevi questo meraviglioso hamburger!

The Loeb Boathouse Central Park
Consigliato la domenica a pranzo, dopo un giro in barca per un aperitivo tutto new yorkese!

 Sarabeth’s Bakery
Chelsea Market – 75 9th Avenue (tra la 15th e la 16 Streets)
L’esperienza dolce new yorkese: ottimi i suoi pancakes, divina la sua cheesecake!

La parisienne coffe house
910 7th Ave
Consigliatissima colazione americana!

A New York, ospiti di Joe Bastianich

ristorante-cucina-romana-joe-bastianich-new-york-greenwich-la-lupa-tavolo-per-2

A Greenwich, nel cuore della vita notturna di Manhattan, comincia la nostra avventura new yorkese ospiti di Joe Bastianich alla Lupa, osteria romana informale ma di altissima qualità. Qui ritroviamo un’atmosfera calda, divisa tra il cool new yorkese e il rustico nostrano. L’accoglienza è spontaneamente professionale, dove passione e bravura rendono impeccabile ogni minimo dettaglio. Lo ammetto, l’idea di mangiare italiano all’estero non mi esaltava, ancor meno la cucina romana che non ho mai amato particolarmente, ma come affermo ormai da un pò, la differenza sta nell’incrociare sulla propria rotta le persone giuste, quelle che riescono a trasmetterti, ed inevitabilmente a farti amare, i luoghi che ti ospitano. Impegno e responsabilità nei confronti del proprio paese, del proprio lavoro e di se stessi, impegno di chi che negli occhi dei passanti non intravede dollari ma storie a cui raccontare altre storie, fatte talvolta di sapori e profumi che accompagneranno per sempre i ricordi di quel viaggio.

-cucina-romana-joe-bastianich-new-york-la-lupa-tavolo-per-2-per-buitoni

Di ritorno in aeroporto abbiamo preso qualche libro per sperimentare (e forse placare il debito morale nei confronti della cucina romana). Ci è venuta voglia di capitale ma dato che per replicare la delizia dei piatti della Lupa tempo ce ne vorrà (! ) più che le ricette ci sembrava interessante segnalare i vini in abbinamento al nostro menu degustazione.

Entrée con Focaccia e olio evo Antipasto con Carciofi alla Romana Vino in abbinamento:  Ca’del Bosco, Cuvee prestige Nv – Franciacorta
Chardonnay 80% Pinot nero 10% Pinot bianco 10%
entree-joe-bastianich-new-york-la-lupa-tavolo-per-2-per-buitoni carciofi-alla-romana-joe-bastianich-new-york-la-lupa-tavolo-per-2-per-buitoni

Rigatoni Alla Gricia
Vino in abbinamento: Lazio Bianco igt Coenobium
45% Trebbiano, 35% Malvasia, 20% Verdicchio Rigatoni-Alla-Gricia-02-joe-bastianich-new-york-la-lupa-tavolo-per-2-per-buitoni

Strozzapreti con Sugo Finto
Vino in abbinamento: Lacryma Christi del Vesuvio, Mastroberardino
Piedirosso e/o Sciascinoso (min 80%), Aglianico (max 20%) Strozzapreti-with-Sugo-Finto-joe-bastianich-new-york-la-lupa-tavolo-per-2-per-buitoni

Coda alla vaccinara
Vino in abbinamento: Barolo, Scarzello 2004
Nebbiolo 100%

coda-alla-vaccinara-joe-bastianich-new-york-la-lupa-tavolo-per-2-per-buitoni

Formaggi & Dessert
Vino in abbinamento: Sagrantino di Montefalco 2013 – Paolo Bea
Vitigno italiano autoctono dell’Umbria, impiegato nella produzione dei migliori vini della regione. dolce-tartufo-joe-bastianich-new-york-la-lupa-tavolo-per-2

SERATA FANTASTICA! Un grazie di cuore a Buitoni che ha permesso tutto cio’. Buitoni_-tavoloper2

Grano Saraceno, una storia da raccontare.

Grano-Saraceno-amalfi-piazza-duomo-tavoloper2
Denise è un’amica di Francesca. Denise, è una ragazza semplice che ha abbandonato una vita di successi e mondanità per trasferirsi in un angolo di paradiso affacciato sul mare.
Ha trovato l’amore, ha realizzato un sogno e ha avuto il coraggio di remare contro un futuro già segnato, un futuro a cui molti ambiscono, senza avere però la consapevolezza di ciò che rappresenta davvero.
Denise lavorava per un’ agenzia di pubblicità, una tra le più importanti a livello mondiale. In pochi anni la sua carriera era decollata. Soldi, viaggi, riconoscimenti, insomma apparentemente una vera follia lasciare.
Io ho conosciuto Denise quest’estate e quindi non saprei dire com’era allora, ma oggi posso dire che è una donna libera, in piena armonia con la vita, le sue scelte e a quanto pare il suo destino, se solo si tiene conto del fatto che da piccola voleva fare la salumiera! Beh, ci è andata vicino 🙂
Ora vive al Fiordo di Furore, in Costiera Amalfitana. Gestisce insieme al suo compagno Luigi, Al Monazeno, un delizioso ristorantino dal contesto particolarissimo e che oramai da un pò di anni accoglie e delizia i suoi ospiti con pesce fresco e cucina semplice, di quelle che nascono per esaltare i sapori e non nasconderli dietro multi spezie ed esperimenti.

al-monazeno-fiordo-di-furore-tavoloper2

Li ho riscoperto un mondo, un borgo marinaro fatto di storia, cultura, bellezza incontaminata e due persone, Luigi e Denise per l’appunto, che con fatica e dedizione rendono il Fiordo, snobbato da molti e talvolta dagli stessi abitanti del posto per la sua natura non semplice da gestire, un luogo incantevole incastonato tra il blu intenso del mare e il verde secolare del sentiero degli dei. Li ci ho fatto un bagno lontano dalla folla, ho fischiato a suon di Carosone e ho mangiato pesce fresco, circondata da rocce e scorci unici.

fiordo-di-furore-al-monazeno-tavoloper2

Era luglio inoltrato quando ci sono stata con Francesca per la prima volta, faceva caldo e per fortuna la pioggia aveva dato qualche giorno di pausa. Incontro Denise e resto piacevolmente sorpresa quando mi dice che aspetta un bambino, sorpresa più che altro per l’energia e la forza con cui faceva le scale che portan giù al Fiordo. Sorpresa, perchè nella stessa giornata era divisa tra ristorante, noi in visita e l’inaugurazione di una nuova sfida imprenditoria nella vicina Amalfi: Grano Saraceno, una piccola bottega enogastronomica in Piazza Duomo dove semplicità e ricercatezza si esprimono in una selezione accurata di prodotti tipici e l’esplosione di sapori di pane e bruschette condite ad hoc!
Una nuova realtà tutta sua, in cui Denise ritrova se stessa e le sue passioni, che cresce, donando al mondo una bella immagine della Campania.

Grano-Saraceno-bottega-amalfi-piazza-duomo-tavoloper2

La sopravvivenza ha un prezzo ma folle è il tentativo di darne uno alla felicità.
Riassumo in un questa frase ciò che per me ha rappresentato la storia di Denise, ciò che mi ha spinto a dedicarle uno speciale su Mediterranea on the Road, dove lo studio e la ricerca intrapreso con estrema umiltà e cautela, mi sta portando alla scoperta di luoghi, sapori, saperi ma soprattutto persone e stili di vita che incarnano in pieno l’esempio della vera mediterraneità, quella bella, fatta di secoli di storie e culture affascinanti, di cui non dovremmo mai dimenticarne l’importanza.

Tra cielo e mare, Nonna Giulia a Lettere

01
Ci sono posti in cui il tempo sembra fermatosi,
dove la bellezza ne fa da padrona e la felicita’ appare come un dono destinato a chi semplicemente riesce a riconoscerla.
La bellezza dei luoghi, del buon cibo, dei sorrisi e della condivisione, la felicita’ di una domenica col sole, come quando da bambina mi risvegliavo con l’odore del ragu’ della nonna, e nell’aria riecheggiavano i rumori del tempo dedicato al dolce far niente.
E’ la nostra domenica da Nonna Giulia, la taverna su di una collina in festa, dove il Golfo di Napoli riecheggia tra tammorre e calici di allegro Gragnano Doc frizzante.
Siamo a Lettere e da poco e’ terminata la nostra passeggiata verso le Grotte Benedettine, alle Falesie di Lettere, percorso appena riaperto al pubblico, dopo la messa in sicurezza da parte dell’amministrazione locale. Si festeggia!

02

Qui incontriamo persone del posto, visitatori come noi e viaggiatori da molto lontano, come per esempio amici americani affascinati dalle nostre tradizioni, dalla nostra terra.
L’atmosfera e’ gioiosa, Slow Food presenzia la giornata e tra un assaggio e una delizia, mentre approvvigionava proprio la cucina del suo ristorante,
ecco che con il suo coinvolgente entusiasmo, Alfonsina ci invita per il pranzo.
Come rifiutare? Tavolo per 2 con vista da Nonna Giulia a Lettere.
Qui prodotti locali selezionati con cura, incontrano ricette tradizionali riproposte dalla mani di un giovane chef in grado di preservare, ma allo stesso tempo sperimentare, in un trionfo di gusto e qualità. Si gode di una vista fantastica, l’aria e’ pulita e la selezione di vini e’ eccellente.
Alfonsina, infatti, ristoratrice e sommelier con anni di esperienza e con la passione dalla sua, si occupa personalmente della cantina e con gran dedizione, ci mostra le bottiglie di cui è più fiera.

03

Ed e’ proprio la passione che fa di Nonna Giulia non una semplice location ma uno spunto per un’importante apertura sociale con l’associazione onlus “Tra cielo e Mare” nata per l’integrazione, la riabilitazione e l’inserimento sociale di persone con disagi psichiatrici, attraverso l’organizzazione di laboratori artistici e ovviamente di cucina. A giugno per esempio, saranno gli stessi ragazzi coinvolti nelle attività dell’associazione, ad essere i protagonisti della brigata di cucina e della sala del ristorante, sapientemente supervisionati dalla stessa Alfonsina che con estrema umiltà, ci parla della sua decennale esperienza come fisioterapista e counsellor, e della sua triennale in psicologia. Che dire…una continua e piacevole sorpresa, dove cibo, accoglienza ed eventi regalano momenti degni di una stretta di mano, un sincero grazie e un arrivederci a presto. Perché per noi, da Nonna Giulia, sarà sempre un piacere ritornare.

BusinessCardLogo1

Nonna Giulia il giorno 8 Giugno sarà presente a Festa a Vico con i ragazzi dell’associazione Tra cielo e mare, con un piatto che si chiamerà SCACCO MATTO. Curiosi? Io si 🙂

 

nonna giulia a lettere

Via Creta, 3
80050 Lettere | Napoli
Info e prenotazioni +39 081 8022101

Il gelato artigianale secondo Mennella

tavolo per 2 alla gelateria mennella torre del greco
Ispirato alle grandi tradizioni di gelato artigianale e lontano dalle tendenze di gusti alieni e strambi, nasce il gelato firmato Mennella, un fiore all’occhiello per l’omonima pasticceria che da oltre 50 anni opera e delizia l’hinterland napoletano con dolci e prodotti da forno di alta qualità.
Davvero una bella scoperta per noi di Tavolo per 2, che grazie all’ospitalità riservataci dai padroni di casa, abbiamo avuto modo di osservare da vicino nelle sue fasi di produzioni e naturalmente di vendita.
Qui il gusto parte dalla selezione dell’eccellenze locali e l’acquisto stagionale delle materie prime, lavorate e conservate poi in laboratorio.
Ed è proprio nei laboratori corallini che ci ritroviamo per caso durante la lavorazione delle nocciole di Giffoni che, in seguito alla pelatura e alla tostature, senza l’aggiunta di preparati ne semilavorati, daranno il via al gelato alla nocciola. O meglio, ad una base artigianale con l’aggiunta di latte fresco intero, zucchero e panna , pastorizzata e lavorata senza l’aggiunta di aromi artificiali ne grassi vegetali, presenti nella maggior parte dei gelati in commercio e “responsabili” delle montagne apparentemente invitanti, e dello stesso gelato caldo, ossimoro enogastronomico dal gusto discutibile, dove è inevitabile l’utilizzo di grassi idrogenati che mantengono temperature decisamente più alte.

tavolo per 2 alla gelateria mennella torre del greco 02

La visita si fa sempre più interessante e delucidante, quanto poca consapevolezza c’è in giro rispetto a ciò che mangiamo? Sempre e cmq troppa a nostro avviso. ma proseguiamo.
Dai laboratori alle dispense, passiamo alla gelateria in Via Vittorio Veneto a Torre del Greco, dove dal piccolo laboratorio a vista il gelato viene mantecato e servito. E come diceva sempre un vecchio locandiere simpatico e un po’ paesanotto: diamo il via alle danze!
Cucchiaini di creme e coppette di frutta accompagnano le nostre espressioni goduriose, la panna finalmente sa di panna, o meglio di latte che senza additivi conserva il suo sapore.

tavolo per 2 alla gelateria mennella torre del greco 04

Il clima è allegro, la gelateria ha da poco aperto e già decine di famiglie e bambini si susseguono.
E’ sabato e già si assapora il piacevole clima di primavera che ci riporta nelle strade tra una commissione e una dolce pausa. Ancora due chiacchiere, qualche foto e la nostra visita si conclude al meglio, il meglio che ha il sapore di mela annurca e la freschezza di un sorbetto.

tavolo per 2 alla gelateria mennella torre del greco 03

Che dire? Ai fratelli Giuseppe, Roberto e Vincenzo e all’amabilissimo Signor Antonio Mennella, diciamo grazie, grazie per il tempo dedicato, per il gusto regalato e per la qualità secondo noi dovuta.
Grazie e a presto.

logo gelateria mennella torre del greco by tavolo per 2

Via Vittorio Veneto, 24
Torre del Greco, Napoli

Via Carducci, 45
Napoli

Viale Leonardo da Vinci, 20/22
Portici, Napoli

Prossima apertura Napoli
(pressi Piazza Vanvitelli)

ph di Lina Sorrentino, associazione Wesuvio

Ricci di mare a Porto Badisco

ricci-di-mare-femmina-a-porto-badisco

Per sopperire alla mancanza di frigoriferi e quindi “imporre” il consumo dei frutti di mare nei mesi meno caldi, c’e’ un detto che dice che vanno mangiati nei mesi con la erre.
Bene, avevo solo Aprile per gustare il prima possibile i ricci di mare a Porto Badisco e quale occasione migliore di un bel week end dalle previsioni soleggiate? Praticamente estate!!
E mentre raggiungevamo in auto questo posto a me sconosciuto, con l’incredulita’ di un bimbo che dal finestrino dell’auto, rigorosamente aperto, scorge a bocca aperta le meraviglie che il viaggio offre, giungiamo a Porto Badisco. Un angolo di paradiso nel comune di Otranto, che secondo l’Eneide di Virgilio pare essere il primo approdo di Enea in fuga da Troia.

ricci-di-mare-femmina-a-porto-badisco-puglia

(E mica fesso il nostro eroe?)
Uno spettacolo di rara bellezza, acqua cristallina, incredula tranquillità e semplice accoglienza marinara. Ed e’ infatti proprio un tavolino, una sedia in plastica, tovaglia in carta e posate monouso, a farne da padrone al mio pranzo a base di ricci di mare femmina.
Ordinabili solo a multipli di 25, arrivano finalmente questi grandi vassoi:
primo approccio con la punta del cucchiaino, confidenza presa al momento della scarpetta “ignorante ma onesta e saporita” !
Questi gli arnesi indispensabili per gustarli a pieno, cucchiaino e morsi di pane.
Per la pasta e un buon prosecco, avrei aspettato il giorno dopo!

ricci-di-mare-femmina-a-portobadisco