Zuppa di cicerchie

La mia di ricetta e’ leggermente diversa ma quesa merita decisamente e poi…le cicerchie!! 🙂

LA MASSAIA CONTEMPORANEA cuoca a domicilio

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Con questa ricetta io cucino sia la zuppa di cicerchie che quella di lenticchie. 

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Dopo aver tenuto in ammollo una notte i legumi, tritare 1 cipolla e 1 bella carota e soffriggerle in un tegame con olio e.v.o e rosmarino, badando che restino abbastanza morbide (si può aggiungere anche un po’ di pancetta a dadini nel soffritto). Aggiungere al fondo di cottura le cicerchie (250gr) e rosolarle a fiamma viva affinché si insaporiscano. Salare e aggiungere acqua o brodo vegetale, tanto quanto basta a coprire a filo le cicerchie. Lasciar cuocere a fuoco non troppo alto e coperte per 10-15 minuti girando di tanto in tanto e controllando il livello d’acqua. Poi aggiungere un po’ di polpa di pomodoro (che dia un leggero colore alla zuppa) e portare a fine cottura aggiustando di sale. Col frullatore a immersione passare grossolanamente in modo che non venga una crema liscia…

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I 10 comandamenti della Cucina Italiana

La riserva di Pedro

pasta ketchupLa Academia Barilla ha raccolto i 10 errori e stereotipi sulla cucina italiana più comuni all’estero… così da permetterti di evitarli! Condividi questa guida con i tuoi amici :)

1 – MAI E POI MAI SORSEGGIARE UN CAPPUCCINO DURANTE I PASTI
Caffè e cappuccino sono l’orgoglio italiano nel mondo, ma il primo viene consumato alla fine del pasto e il cappuccino per colazione, accompagnato da un dolce (meglio un cornetto, o brioche che dir si voglia, aggiungiamo noi). Se vuoi, puoi ordinare un cappuccino a fine pasto, ma sappi che un italiano non lo farebbe mai.

2 – RISOTTO E PASTA NON SONO UN CONTORNO
L’organizzazione delle portate nella cucina italiana è unica, e prevede che pasta e risotto vengano serviti come portata singola e unica (eccezion fatta per specialità come l’Ossobuco alla milanese). Servire la pasta accanto a un altro cibo è un errore che viene commesso in molti paesi…

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Gusteau

” L’alta cucina non è una cosa per i pavidi, bisogna avere immaginazione, essere temerari, tentare anche l’impossibile e non permettere a nessuno di porvi dei limiti solo perchĂ© siete quello che siete, il vostro unico limite sia il vostro cuore. Quello che dico sempre è vero, chiunque può cucinare ma solo gli intrepidi possono diventare dei grandi.
Ohh, pura poesia. “

CUCINARE CON L’ ACQUA DI MARE!

Secondo me uno spaghetto con le vongole all’acqua di mare ci sta tutto 🙂

ACQUA DI MARESono sempre più i cuochi che usano l’acqua di mare come ingrediente segreto di ricette.

Non è l’ennesima provocazione di uno chef birichino, ma una tendenza che sempre più sta prendendo piede, in ristoranti di lusso così come nelle case di privati cittadini: cucinare con l’acqua di mare. C’è chi è pronto a giurare: quello che fa al pesce, ai sughi, ai formaggi, alla pasta è impressionante, sembra di sentire ad ogni boccone il sapore del mare!

E’ l’acqua di mare in bottiglia

Non provate a prelevarla direttamente dal mare più vicino: potrebbe essere contaminata e procurarvi un’intossicazione o un’infezione. Stiamo parlando infatti di acqua di mare microfiltrata e purificata per eliminare ogni traccia di sabbia e di sporcizia, lasciata a decantare in una botte come il vino per essere alla fine messa in bottiglia. Sono diverse ormai le aziende che la commercializzano: dalla spagnola Agua de Mar alla scozzese…

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pere volpine

“Si consumavano in genere cotte, magari insieme alle castagne, sfruttando il camino. Noi abbiamo voluto provarle e per cuocerle ho seguito la ricetta che mi ha fornito chi me le ha vendute: al forno ricoperte di vino rosso e spolverate di zucchero. La cottura si è protratta per piĂą di un’ora, io ne ho approfittato per infornare altre pietanze.”
Queste sono da provare 🙂

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La pera volpina è uno degli innumerevoli “frutti dimenticati”. Un tempo ogni zona d’Italia aveva le sue varietà di frutti che erano ben adattate alle condizioni ambientali in cui crescevano, dopo millenni di selezione da parte dei contadini. Erano anche state selezionate per avere frutta per tutto l’anno, quindi dovevano conservarsi a lungo, per poter essere consumate d’inverno, stagione avara di frutta, se si escludono le regioni del sud, dove era possibile la coltivazione degli agrumi.

Esistevano soprattutto decine e decine di varietà diverse di mele e pere, che venivano raccolte in autunno e potevano essere conservate fino alla primavera. Abbiamo potuto riscoprire ed assaggiare alcune di queste varietà durante la “Festa dei frutti dimenticati” di Casola Valsenio: mele limoncelle, mele rosa, mele rugginose, pere cocomerine, dalla polpa rossa, pere more, pere volpine.

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Il nome di queste ultime forse deriva dal fatto che le volpi si nutrono dei frutti caduti…

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Osteria a Priori

Tavolo per due

ita Lo ammetto, ero veramente stanca e la degustazione di ben 2 calici di rossi strong ( Morcinaia e Sagrantino di Montefalco) non mi ha aiutata, ma ho raggiunto una consapevolezza: per me, il tartufo nero estivo grattugiato qui e li, non sa di granche’ e sinceramente non lo preferisco. Per Francesca e’  “in purezza”, per me (attenzione, quel tipo li) va con accortenza cucinato e cotto in qualche modo.
Cmq, detto cio’, l’esperienza e’ stata simpatica. Da un vicoletto in pieno centro perugino, si raggiunge l’ Osteria a Priori, scovata su Tripadvisor e che gode di un’ottima reputazione sul web.
Piccola, un po’ in disordine, ma di quel disordine che fa arredo. Adorabile cucina a vista e 30 anni per decidermi dove volevo sedere, ambienti diversi mi hanno creato confusione 🙂
Decido, mi accomodo e un po’ influenzata dai consigli letti qui e li, scelgo cosa bere e ovviamente mangiare…

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