Il pepe verde

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Buongiorno e buon lunedi a tutti.
Oggi in dispensa…Il pepe verde!

ita Lo avreste mai detto che anche il pepe può avere tante varianti tutte utilizzate nel mondo per colorare i piatti più famosi degli chef? Ebbene si, il pepe, che noi conosciamo più comunemente come pepe nero, in realtà viene lavorato in maniera diversa per dare vita a multiple varietà tutte da assaggiare per esaltare i sapori della nostra cucina. Nero Malabar, rosa, rosso, arancio, verde, bianco Sarawak, bianco Muntok e nero Tellicherry sono queste le varianti principali del comune pepe da tavola.
Il Pepe verde, in particolare, è ricavato dai baccelli acerbi della pianta di Piper nigrum (una pianta sempreverde originaria delle regioni sud indiane ed utilizzata per produrre anche il pepe nero) lavorati con una procedura a base di diossido di zolfo che ne preserva il colore verde e il sapore leggermente immaturo originario del chicco. Tradizionalmente viene conservato in salamoia ed utilizzato nella cucina asiatica per dare sapore alle ricette tradizionali ma può essere macinato ed utilizzato, una volta essiccato, come normale pepe in polvere. Come molte spezie si conserva meglio sottovuoto e in luoghi freschi ma asciutti, soprattutto non illuminati, l’ideale quindi è un contenitore ermetico di vetro in dispensa o meglio ancora in cantina. Attenzione però a non esagerare, anche se a prima vista la quantità di pepe aggiunta ai vostri piatti può sembrare irrisoria le piante di maggiore qualità possono essere piuttosto piccanti e quando ben conservato – soprattutto se in salamoia – il pepe verde ha un sapore molto deciso che dovrebbe invitarci alla prudenza nel dosaggio soprattutto se non siamo abituati a questo gusto. Se cercate ispirazione, la cucina tailandese offre moltissimi spunti per l’utilizzo del pepe verde in ricette tradizionali e più moderne soprattutto se abbinato al Riso Thai, tipico di quelle aree.
Noi vi consigliamo di provarlo magari con il nostro riso di Padova.

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eng Would you have believed that the pepper can have so many variations all around the world to give your dishes several colors? Yes, the pepper , which we know more commonly as black pepper, can be processed in different ways, using several methods to give us a final product with a specific color and flavor all to try to enhance our cuisine. Malabar black, pink, red, orange, green, white Sarawak, Tellicherry black and white Muntok these are just some of the main variants of the common table pepper, the one we are used to spread with garlic and butter on our bread and rolls. The Green Pepper (not to be confused with the Pepperoni) is obtained from the unripe seed of the Piper Nigrum plant (an evergreen plant native to the southern regions of India and also used to produce the black pepper and some other variants). This seeds are processed with sulfur dioxide and other chemical procedures to preserves the green color and the taste slightly rape. The Green Pepper it’s traditionally preserved in pickle and used in Asian cooking to give flavor to the traditional recipes, but can be dried and used as normal pepper powder. How many spices usually are, Green Pepper too must be stored in a cool but dry and dark cellar or cabinet and never exposed to light. Ideally in a glass jar. If the Pepper is not exposed to air and light the flavor will keep is taste for longer. Even if you like it be careful not to overdo it, though at first glance the amount of pepper added to your dishes may seem small this plant has a strong and spicy taste, and when well preserved – especially if in brine – the hot flavor can be powerful and this should invite caution in the dosage especially if you are not used to this taste. If you look for inspiration Thai cuisine offers plenty of ideas especially if combined with Thai rice, while we recommend you to try it with our rice of Padova.

Il pepe rosa

il Pepe rosa

ita Nei mercati e nei supermercati più comodi è facile trovarlo a disposizione del grande pubblico. Lo chiamano il falso pepe ma più comune è conosciuto come pepe rosa, a causa del suo colore rosato. Il pepe rosa, in effetti, non è un vero e proprio pepe, come da esempio il pepe verde, tanto che non deriva dalla pianta di Piper nigrum ma da una diversa pianta, lo Schinus molle, anche’esso un sempreverde, originario dei paesi dell’America del sud ed in particolare di Bolivia, Perù e Cile molto simile alla pianta del pepe per aspetto.  Questa pianta, alta quasi 7 metri, cresce sugli altopiani latini e da vita ad una pianta anche piuttosto decorativa.
Una caratteristica è infatti l’odore aromatico che la pianta stessa sprigiona nei periodi di fioritura. Facile da coltivare e piuttosto rustica questo vegetale dà vita ad una bacca rossastra molto profumata. Questi frutti sono esteticamente molto simili a quelli del pepe nero, se a questo aggiungiamo la lavorazione in polvere e l’utilizzo come spezia da cucina si può facilmente capire come nasca l’erroneo nome pepe rosa. Nelle Ande questo tipo di spezia si utilizza soprattutto in una miscela, diluita con altre spezie in quanto contiene alcune sostanze che prese in dosaggi elevati possono essere tossiche per il corpo umano. Secondo la tradizione il pepe rosa ha doti mediche di gran rilievo ed è l’ideale per curare diversi malanni anche dei giorni nostri, oltre che per l’uso più comune è culinario.
Questa pianta molto speziata è l’ideale sia con la pasta che con i secondi, in particolare per i piatti che richiedono un sapore delicato. La conservazione delle bacche deve avvenire in salamoia oppure in bacche essiccate conservate in luogo fresco e asciutto.
In Italia talvolta viene anche coltivato allo stato selvatico; in questo caso la pianta è decisamente di dimensioni ridotte, ma il sapore piccante resta invariato.

il Pepe rosa

eng  Bought in streets’ markets or in supermarkets is easy to find and available to the general public. They call it the false pepper but most common is known as pink pepper, because of its pinkish/reddish color. The pink pepper, in fact , is not a real pepper plant, like green pepper or black pepper, in fact it does not derive from the plant Piper Nigrum (the one from which the other peppers are born) but from a different plant, the Schinus molle , this too an evergreen, but originating in the countries of South America, especially Bolivia, Peru and Chile. This plant, almost 23 feet high, grows in the Latin American highlands and gives life to a plant also quite decorative.  A characteristic feature is the aromatic smell that the plant itself releases during the periods of flowering. Easy to grow, this rather rustic plant gives life to a very fragrant reddish berry used to create the pink pepper powder. These fruits are aesthetically very similar to those of black pepper, if we add to this the same powder processing and use in dishes, you can easily figure out how it has been called pink pepper even if it’s a completely different vegetable. In the Andes this type of spice is used especially in a mixture, diluted with other spices as it contains some substances that taken in high doses may be toxic to the human body. According to tradition, pink pepper has medical qualities of great importance but the most common use is culinary.
This plant is very spicy and ideal with pasta in particular for dishes that require a delicate flavor (fish or meat). The conservation of the berries must be pickled or dried berries stored in a cool dry place.
In Italy is also sometimes cultivated wild, in this case the plant is very small , but the spicy flavor remains unchanged.