Riso di Padova

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Oggi, affacciandomi in dispenda, ho trovato…

ita È riconosciuto come presidio di Slow Food e per questo molto rinomato in Italia; il Riso di Grumolo delle Abbadesse è una speciale qualità di riso coltivata in Veneto (a Grumolo delle Abbadesse appunto) ed è conosciuto più comunemente come il riso di Padova.
La sua coltivazione è stata introdotta nel sedicesimo secolo dalle monache benedettine del convento di San Pietro di Vicenza, dette appunto Badesse. Ancora oggi, grazie all’azione di Slow Food, questo alimento viene prodotto secondo la tradizione. La sua caratteristica, dovuta alla particolare composizione del terreno ed alle acque in cui viene coltivato, è quella di gonfiarsi molto durante la cottura, assorbendo quindi i condimenti. Questa peculiarità lo rende perfetto per i risotti ed altri piatti tradizionali (ad esempio il riso con i bisi, il risotto ai fegatini, o quello con l’anguilla e i frutti di mare) anche se all’apparenza il chicco sembra molto piccolo.
Questa varietà detta anche Vialone nano, appunto per le sue dimensioni ridotte, è apprezzata in tutta Italia per molti piatti. Le badesse del convento furono le prime a bonificare il terreno costruendo canali di irrigazione che allagassero le risaie. Questi canali sono tutt’ora utilizzati (almeno in parte) per coltivare il riso di Padova e portano alle risaie le acque del fiume Tesina che era anche tradizionalmente utilizzato per il trasporto del prodotto finito. Oggigiorno le risaie sono utilizzate per la coltivazione di varietà di riso più richieste dal mercato (ad esempio il carnaroli) o cereali di diverso tipo (come il mais). Essendo poco richiesto il vialone nano occupa solo una percentuale minima del mercato del sito (circa un terzo del totale) ed è stato solo di recente rivalutato grazie al sostegno di Slow Food Veneto che sta cercando di rilanciare la storicità di questo prodotto che resta però ancora di uso locale o di nicchia.

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eng It is recognized as a “presidio” of Slow Food, and for this is very famous in Italy and abroad; the Rice of Grumolo delle Abbadesse is a special quality rice grown in the Veneto region (in Grumolo delle Abbadesse of course) and is more commonly known as the rice of Padova. Its cultivation was introduced in the sixteenth century by the Benedictine nuns of the convent of San Pietro di Vicenza, popularly called Abbadesse. Even today, thanks to the action of Slow Food, this food is produced according to the old tradition. Its characteristic, due to the particular composition of the soil and the water in which it is grown, make it perfect to be used for specific dishes, they swell very well and thus absorb the seasonings enhancing the taste of the meal. This feature makes it perfect for risotto (such as rice with peas, risotto with chicken livers, or the one with the eel and sea foods), although apparently the grain looks very small it is much appreciated for these dishes. This variety, also called Riso nano del Vialone because of the small size, it’s appreciated in the Italian market. The Abbesses were the first to clear the land by building irrigation canals to flow the rice paddies. These creeks are still used (at least in part) to grow rice leading the waters of the river Tesina which was also traditionally used for the transportation of the finished product to the markets. Nowadays, the rice fields are used for the cultivation of rice varieties most in demand from the market (for example the Carnaroli rise or even grains of different types, such as corn). The Vialone nano occupies only a small percentage of the market request of rice (about one-third of the total) and it was only recently evaluated thanks to the support of Slow Food Veneto, which is trying to revive the historicity of this product.

Gragnano: pastai e pastifici

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ita La pasta è pasta, ed anche se l’Italia è famosa per questo cibo e ne consuma letteralmente quintali ogni giorno, per me la Pasta di Gragnano ha una marcia in più che la rende la più famosa nel mondo. Semola di grano duro e acqua delle sorgenti locali, sono questi gli ingredienti della pasta gragnanese che ha però ottenuto solo quest’ottobre il marchio IGP (Indicazione geografica protetta).
La ricetta della pasta di Gragnano, ancora oggi seguita alla lettera dai pastifici locali, risale al sedicesimo secolo quando la pasta divenne l’alimento principale della dieta locale a causa del suo basso costo che lo rese un rimedio ideale alla carestia che incombeva sul Regno di Napoli. Il clima tipico, quel misto di giorni di sole, vento e umidità e l’utilizzo di acqua locale di origina naturale hanno reso questa pasta famosissima.
Lisce, apprezzate per la leggerezza e Rigate, perfette per i sughi e i condimenti liquidi!
I pastifici tradizionali (in cui lavorano i cosiddetti Pastai) che ancora sopravvivono e prosperano nella città in provincia di Napoli sono in particolare: il Pastificio Di Martino e il Pastificio Lucio Garofalo. La pasta Di Martino e Garofalo, infatti, sono dei veri e proprio casi di successo internazionale e vengono distribuiti in tutto il mondo come simbolo della cucina italiana. La Fabbrica della Pasta di Gragnano, La Cooperativa Pastai Gragnanesi, Il Pastificio Artigianale
, Il Vecchio Pastaio il Pastificio D’Apuzzo e L’Anima Di Grano Pastificio sono altri produttori rinomati forse più in ambito locale ma che contribuiscono a dar vita al tipico alimento che ancora viene lavorato artigianalmente. Questi prodotti tipici, esportati nel mondo, vengono apprezzati ancora come prodotti artigianali di gran pregio e danno lustro alla regione Campania particolarmente famosa per i suoi patrimoni alimentari.

Mi piacciono tutti i formati di pasta e a Gragnano ce ne sono di particolari, ma nella sua semplicita’ io adoro letteralmente lo spaghetto di Gragnano ai frutti di mare!!!

eng The pasta is pasta, and even if Italy is famous for this food and it consumes literally tons of it daily Gragnano pasta has a little something extra that makes it the best all over the world. Durum wheat semolina and water from local sources, these are the only ingredients of the Gragnano Pasta that since this last October is now an IGP food. The recipe for the Pasta in Gragnano, still follows the tradition. Dated back to the sixteenth century when the pasta became the most common local food because of its low cost that made him an ideal remedy to the famine looming over the Regno di Napoli. The typical weather, a mixture of sunny days, wind and humidity and the use of local water originates from natural fountains made ​​this paste the most famous. Liscia (smooth), appreciated for its lightness and Rigata (striped), perfect for sauces and liquid dressing can be handmade, bronze drawn, rolled, for the oven or nested depending on the use and on the making process applied. The traditional pastamaker (called Pastai) that still survive in the city in the province of Naples are in particular: il Pastificio Di Martino and il Pastificio Lucio Garofalo. Their Pasta are, in fact, a well know international brand distributed all over the world as the symbol of the Italian cooking tradition. La Fabbrica della Pasta di Gragnano, La Cooperativa Pastai Gragnanesi, Il Pastificio Artigianale, Il Vecchio Pastaio il Pastificio D’Apuzzo and are some of the other respected names in the preparation of this typical food that is still made ​​traditionally.