Tris di gateau vegetariano

Una-ricetta-vegetariana

ita  Da grande mangiatrice di carne, a volte forse anche troppo ai fini di un corretto stile di alimentazione, ho voluto fare un salto in un’area aliena: il vegetarianismo… quella sconosciuta (per me!) filosofia di vita che prevede di non alimentarsi con carni animali, ammettendo pero’ indiretti come ad esempio, uova, latte, funghi, miele. E che pur basandosi principalmente sul consumo di verdure, cereali e legumi come il veganesimo, include molteplici altri prodotti ,appunto definiti derivati.
Oggi ho letteralmente sequestrato un’amica “per saperne di piu’ ” e alla mia domanda, anche un po’ ironica lo ammetto… “si puo’ vivere con cio’ ?! ”
Ecco la risposta, di tutto rispetto e gusto direi 🙂
Una dieta vegetariana ben articolata non solo è possibile a tutti gli stadi della vita compresa la gravidanza e l’allattamento, ma dà vita anche a tante ricette alternative.
” Fammi un esempio!”

Tris di gateau vegetariano

Questo tradizionale tortino di patate che normalmente richiede l’utilizzo di diversi insaccati per la sua realizzazione può essere riprodotto anche secondo i dettami della dieta vegetariana grazie ad alcune sostituzioni.
Per realizzarlo è necessario avere a disposizione:
patate
uova
formaggi filanti
margarina
panna di soia
seitan
tofu
lievito a scaglie
germe di grano
pangrattato
vegetali vari

Essendo una ricetta utilizzata soprattutto per consumare gli avanzi del frigorifero le quantità non sono importanti e i prodotti utilizzati lo sono ancora meno. Dopo aver lessato le patate schiacciatele e mescolatele con la margarina e la panna finché non risulta amalgamato. Mischiate tutti gli avanzi tagliati a dadini piccoli con il composto di patate aggiustando di sale (la quantità di sale va calcolata in base agli ingredienti utilizzati per il ripieno). Versate in terrina e spennellate con panna, scaglie di lievito, germe di grano e pan grattato. Infornate per venti minuti a temperatura media e poi passate al grill per dieci minuti finché la superficie non sarà ricoperta da una sottile crosta croccante.
L’idea del tris nasce dall’utilizzo dei diversi avanzi per diversi composti, in più terrine dai sapori diversi.

Beh che dire, a miei amici vegetariani…
vi provero’ e di sicuro,  imparando a cucinare bene le ricette da voi suggerite, riusciro’ meglio ad apprezzare questo che e’ un vero e proprio stile di vita.
E grazie ad Anna per il piacevole confronto
🙂

Ps. Sono davvero curiosa di sapere cosa ne pensa il personal trainer…

eng   Vegetarianism is the philosophy of life of not going to eat meat of animals. Are in practice excluded all foods that come from the killing of animals such as fish, meat, shellfish, and similar, while are allowed indirect products such as eggs, milk, mushrooms, honey, etc… Although based mainly on the consumption of vegetables, grains and legumes such as the vegan style, vegetarianism includes many other products that are not allowed to Vegans. A vegetarian diet well-articulated can be followed at all stages of life including pregnancy and lactation but also led to many alternative recipes such as this gateau tris.
This traditional potatoes recipe that normally require the use of different sausages and meats can also be cooked according to the dictates of a vegetarian diet with some substitutions. To achieve this result you need to have: potatoes, eggs, cheese, margarine, soy cream and various seasoning like seitan, tofu, yeast flakes, wheat germ, bread crumbs and other vegetables. Being a recipe mainly used to consume the leftovers of the refrigerator, the quantities are not important. After boiling the potatoes mash and mix them with margarine and soy cream until it is well blended. Mix all the leftovers cut into small cubes with the potato mixture adjusting the salt (the amount of salt should be calculated according to the ingredients used for the filling). Pour into a oven bowl and brush the top with soy cream, flakes of yeast, wheat germ and breadcrumbs . Bake for 20 minutes at medium heat and then grill it for 10 minutes until the surface is covered with a thin crispy crust. You can use the leftovers dividing it in categories and putting the different mixture into several terrines to have more different flavors.

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Polpette di melanzane

Falafel, Baingan Bharta, Eggplant Dip

Avrei proprio voglia di…Un pizzella fritta di mulignana!!
Altra ricetta napoletana dai mille metodi e procedimenti, ecco come le si fa a casa.
Lessiamo in abbondante acqua salata, le melanzane (tenere e fresche) spuntate e senza sbucciarle.
Quando vedremo che saranno diventate morbide (dopo una ventina di minuti ) scoliamole e lasciamo che perdano l’acqua.
Possiamo  strizzarle delicatamente in un panno o meglio ancora, possiamo lasciarle per un po’ con un peso sopra.
Tagliamole a metà, togliamo i semi in eccesso, tagliamole a tocchetti  e prepariamo l’impasto delle polpette!
Aggiungiamo alle melanzane, della mollica di pane ammollata e strizzata, molto basilico, aglio tritato (privo d’anima), sale, pepe, un uovo, un cucchiaio di olio e po’ di pecorino romano grattugiato.
Impastiamo e lasciamo riposare per un po’, coprendo il tutto con della pellicola.
Prendiamone un pugno, diamogli una forma sferica leggermente schiacciata, passiamole nel pan grattato e…
friggiamo!!!

Ingredienti
Melanzane
Mollica di pane
Basilico
Aglio
Sale
Pepe
Uovo
Olio
Pecorino romano
Pan grattato

Polpette fritte con uvetta e pinoli

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Tra i tanti ricordi enogastronomici legati alla mia infanzia, oggi rispolvero quello delle polpette!
Sara’ l’odore che ho sentito scendendo le scale, sara’ perche’ piu’ mi dicono di mettermi a dieta piu’ mi viene voglia di piatti fritti…insomma, la mia ricetta di oggi e’ questa!

Ingredienti:
Carne di bovino macinata
Mollica di pane raffermo
Uova
Latte
Parmigiano grattugiato
Sale
Uvetta
Pinoli
Olio di semi

In una scodella mettiamo la carne macinata e con le mani, ricreiamo al centro un po’ di spazio dove metterci:
– la mollica di pane raffermo (circa 1/5 rispetto alla carne utilizzata) tagliata a pezzi molto piccoli e  leggermente (leggermente!) bagnata nel latte;
– le uova (1 per ogni 250 gr di carne);
– il parmigliano grattugiato;
– un pizzico di sale
Impastiamo e facciamo attenzione affinche’ tutto sia ben amalgamato.
Copriamo con della pellicola l’impasto e riponiamo in frigo, lasciando  riposare per almeno un quarto d’ora.
Passato il tempo necessario, prendiamo un pugno d’impasto, mettiamoci qualche chicco di uvetta passa, un po’ di pinoli e con le mani prepariamo le nostre polpette leggermente schiacciate.
Friggiamo in una padella a fiamma bassa e in olio di semi (q.b.) ben caldo, finche’ le polpette non saranno dorate.
Mangiamone qualcuna appena alzata dall’olio….e per il resto riponiamo su carta assorbente  e serviamo ancora calde
🙂

Varianti
Al posto dell’uvetta e dei pinoli, e’ possibile aggiungere tocchetti di provola.
Oppure aglio, pepe e prezzemolo tritato al momento dell’impasto, evitando di bagnare la mollica nel latte ma magari con un poco poco d’acqua, oppure tritandola.

I LOVE ITALY

Adoro le tentazioni, adoro lasciarmi tentare.
Qui sono ad Ostia, presso un’enoteca scovata per caso: La Drogheria.

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Miele di acacia

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Formaggio di fossa – Pecorino dell’Umbria

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Varizione di polenta croccante: salsiccia e friarielli & carne al ragu

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Tris di bruschette toscane

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Salumi del Nord Italia – Prosciutto di Norcia – Carciofini sott’olio – Olive Taggiasce

VINO IN ABBINAMENTO
Cantalupi Riserva
D.O.C. SALICE SALENTINO ROSSO RISERVA (Negroamaro 80% a Malvasia nera 20%.)
Conti Zecca

Grom, il gelato come una volta

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ita Non dire di aver assaggiato la panna, se prima non hai provato quella di Grom…  – Mi diceva.
Esagerata! – Pronta la mia risposta.
Eppure? Grom, meriti un post tutto tuo 🙂
“…Nessun utilizzo di coloranti, aromi, conservanti ed emulsionanti, acqua della sorgente di Sparea come base per i sorbetti e latte fresco intero di alta qualità’ per i gelati, uova di galline allevate a terra e selezioni dei migliori cacao e caffè’ del centro America “
Grom e’ questo, unito ad un gusto che poche volte ho ritrovato in un gelato. Mantecato e servito alla vecchia maniera, in vaschette credo di acciaio, si presenta con una consistenza simile ad uno yogurt molto denso.
Tra i gusti, non tantissime scelte (ma quelle giuste) che cambiano di mese in mese secondo il semplice e sano principio di stagionalita’.
Niente franchising, tanta attenzione per l’ambiente e dunque per la genuinita’ dei prodotti. Grande stima e ammirazione per gli ideatori e promotori di questo progetto, che purtroppo ad oggi ancora non ha torvato partner nel sud Italia. Lo troverete per esempio a New York ma da Roma in giu’, potrete solo fidarvi delle mie parole: tra le strade di Perugia una sinfonia di cioccolato, che dal latte sfumava al  fondente, incontravano i signori crema e caffè…Ci studiammo, c’assaggiammo e tra una chiacchiera e l’altra fui costretta a capitolare: Hai ragione, se non hai provato Grom…

eng  Grom, the ice cream as back in times
“You can’t say that you really tasted the cream, if you still haven’t tasted that one by Grom”, they told me.

“You’re exaggerating!” I replied.
And then…? Grom…you deserve your article!
“We don’t use flavor enhancers, coloring agents, preservatives and emulsifiers. We use the water from the Sparea source as base for the sorbets, and fresh whole quality milk for the ice creams. Our eggs are from hens that are bred on the fields, and we select the best kinds of cocoa and coffee from the South America.”
That’s Grom, with a special taste that I’ve already found into an ice cream not so many times. Their ice cream is creamed, and they serve it as in the past: they use to put it into a steel bowl, I guess, and it has the same consistency of a very thick yogurt. Regarding the different flavors, there is not a wide range of choice (but they’re right as well). And they change during the months as the seasons do. Simple and pure.
There’s no franchising, but a lot of attention to the environment and then to the genuineness of the products.
I feel a lot of respect and admiration for the creators and promoters of this project. But unfortunately it hasn’t find yet a proper partnership in the south of the Italy. You’ll find it, for example, in New York, but from Rome to the south, believe in me: through the streets of Perugia a chocolate symphony, that from the milk faded into the plain, met Mrs Cream and Mr Coffee. We examined each other, we tasted each other, and while I was chatting I’ve been forced to confess: you’re right, if you haven’t tested Grom…

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puoi provarlo anche a… >>

Vienna, tutti i luoghi del caffè

vienna botero

Qui il tempo scorre lento e l’innovazione lascia spazio alle abitudini di sempre.
Incontro di generazioni, classi e geografie. Anziani borghesi affiancano giovani artisti trasandati e chic, fumanti tazze di tè si alternano e convivono con caldi gulash ungheresi, e qui, a tutte le ore, viennesi e turisti consumano tempo, letture, chiacchiere o pensieri svelati da facce talvolta sole e malinconiche. Questi i luoghi del caffè a Vienna.
Questi i miei Kaffee viennesi:
Hotel Sacher, perdonate l’irruenza ma per me trattasi di un’ostentata borghesia viennese, oramai rinchiusa in una realtà troppo turistica e accalcata per assaggiare una buona fetta di sacher (a mio avviso troppo asciutta e aromatizzata).

vienna sacher torte

Heiner, cafè in pieno centro, nei pressi di Stephansplatz. Ottima la Sacher, i dolci in genere e la cioccolata calda (che come quasi in tutta Vienna, risulta poco densa ma pur sempre buona). Qui le cameriere le trovi in abiti tipici, l’ambiente non è giovanissimo ma di quella sana ed elegante borghesia che regala ai turisti di passaggio, un assaggio di una Vienna ricca di storia e rituali d’altri tempi.

Vienna Strudel Heiner

Cafè Alt Wien, anche questo in pieno centro, qui l’atmosfera è cupa, bohèmien e piena di carattere.
Le numerose locandine attaccate ai muri di tutti gli eventi della città, rendono il suo essere dannato e in fervore allo stesso tempo. Ottimo il gulash e non male la schnitzer.

vienna 233

Insomma, vivere Vienna senza vivere i suoi cafè, sarebbe un pò come venire a Napoli e non assaggiarlo sto caffè! Che ti piaccia o meno, lo devi provare.
E se c’è una cosa che ho invidiato ai viennesi è stata proprio la percezione del tempo che si vive in questi luoghi! Il sapersi concedere tempo per se, lontani dalla frenesia del bancone di un bar, con i suoi caffè presi al volo. Buoni si, ma poco attenti ai tanti volti che continuamente incrociamo, volti pieni di storia. Quella storia chiamata vita e che dai singoli gesti puoi provare a conoscere, capire o semplicemente immaginare.

Vienna cafè alt wien