Taralli napoletani con sugna, pepe e mandorle.

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Era da tanto tempo che volevo fare un corso di cucina ed era dai tempi della nonna che non avevo più nessuno che mi seguisse, e soprattutto istruisse, nei miei pastrocchi ai fornelli. E allora da cosa iniziare se no dalle mani in pasta?
Corso di panificazione per migliorare la manualità e per rubare qualche segreto!
Ad esempio, lo sapevate che il sale va aggiunto solo in un secondo momento all’impasto altrimenti rompe la maglia glutinica e non permette una buona lievitazione? E sapevate che gli impasti vanno lavorati molto ma veramente molto a lungo,fino a quando non restano più attaccati alle mani? Come dire, il pane richiede amore e tanta pazienza 🙂 Ma passiamo alla ricetta iniziando con un must della tradizione napoletana:
Taralli con sugna pepe e mandorle.

INGREDIENTI

  • 100 g acqua
  • 56 g di strutto o olio extra vergine di oliva
  • 60  g di mandorle tritate
  • Pepe macinato q.b.
  • 5 g lievito birra
  • 125 g farina 0
  • 125 g di farina 00

 PREPARAZIONE    
Impastiamo tutti gli ingredienti per 15 minuti.  Aggiungiamo 10 g sale, e continuiamo ad impastare per altri 5 minuti. Lasciamo riposare per 30/40 minuti  passati i quali prepariamo i nostri taralli.

Innanzitutto facciamo delle palline d’impasto tutte dello steso peso, circa 30/32 gr. così d’avere una cottura uniforme.
Formiamo dei cordoncini che piegheremo prima ad U, avviciniamo le due estremità ed attorcigliamo su loro stessi.Chiudiamo ad anello avvicinando le estremità con la parte centrale, fermiamo con una mandorla ed otteniamo il tarallo.

Inforniamo a 190°, per 20 minuti. Va benissimo anche un forno non ventilato.
Semplici ma buonissimi!!!
In un pranzo domenicale accompagnando friarielli e cannulicchi saltati in padella, sono veramente una bella sorpresa.
Provare  per credere! A presto con le altre ricette del corso 🙂

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Tiramisù scomposto con pistokkeddos sardi, miscela cubana e mascarpone al caffè.

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In alternativa al classico tiramisù, un modo originale per assaporare un buon caffè: Tiramisù scomposto con pistokkeddos sardi, miscela cubana e mascarpone al caffè. Cominciamo dalla crema!

Ingredienti per 6 porzioni
– 250g di mascarpone
– 2 uova
– 4 cucchiai di zucchero
– amaro al caffè, a piacere
– un pizzico di sale
Separiamo innanzitutto il tuorlo dall’albume.
Lavoriamo i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto cremoso a cui aggiungeremo una tazzina di amaro al caffè (andrà bene anche lo stesso caffè freddo e amaro). Aggiungiamo ora il mascarpone, mescoliamo e a piacere aggiustiamo con un altro pochino di liquore o zucchero.
A parte montiamo a neve gli albumi aggiungendo un pizzico di sale.
A mano o con lo sbattitore vi consiglio di aumentare piano piano la velocità e mantenere lo stesso verso durante il movimento.
Appena ottenuto un composto “fluffoso” (pare così si dica!) non facciamo smontare e uniamo gli albumi alla crema ottenuta in precedenza, aggiungendo man mano e mischiando i composti dal basso verso l’alto.
Mi raccomando la freschezza delle uova e una volta ottenuto il composto, lasciar riposare in frigo almeno un’ora.

Dopodiché non ci resta che piangere!  Scherzo, piuttosto armiamoci di buone materie prime e preparariamo un buon caffè!
In questo caso abbiamo utilizzato una miscela cubana consigliataci dal buon Giovanni, titolare del Botton D’oro a Rivisondoli e di cui spero presto di riuscire a raccontarvi (un’esperienza unica nella degustazione di caffè, che intanto  vi segnalo con quest’articolo scritto da un amico di Tavolo per 2, Andrea di Martino).
Quindi, nel frattempo che mettiamo la moka sul fuoco, riempiamo i bicchieri da servire con la crema di mascarpone e a piacere schegge di cioccolato fondente, per una nota croccante.
Serviamo con Pistokkeddos sardi e caffè appena fatto…rigorosamente caldo e amaro!

Ho smesso di cercare le scarpe nel frigorifero (e per fortuna ho ripreso a leggere).

Decidere di aprire questo blog per me, e penso di parlare anche a nome di Francesca, e’ stato un po’ come aprire una finestra su Disneyland.
Il viaggio a New York, Bastianich, la tv, la sfida culinaria Cirio, gli eventi Gambero Rosso…tante persone incrociate, tante conquistate, continue occasioni di confronto e un’importante crescita personale che da anni non smette mai di seguire quella scia chiamata passione.
Tanto buon cibo, insomma, di quello che sazia l’anima, e non parlo solo di pasta o dessert stellati. Parlo per esempio di libri, una riconquista importante che grazie a Tavolo per 2 e agli amici che si sono affezionati al progetto, ho avuto modo di sperimentare con successo. Perche’ si, lo ammetto, non sono tra quelle persone che ama leggere per il gusto di farlo e quest’aspetto di me non propriamente culturale, e’ da sempre stato il mio scheletro nell’armandio, nei salotti che contano, per esempio, quando arriva il momento in cui tutti sfoggiano l’ultimo mattone divorato dal comodino. Con gli anni ho dovuto ammettere a me stessa questo limite culturale, cosi come ho ammesso che i film in bianco e nero, scartata la pace di qualcuno, proprio non riesco a seguirli. Non ne vado fiera ma mi e’ servito farlo. Ho smesso di cercare le scarpe nel frigorifero (!!!) mi sono concentrata su quello che mi piace davvero  e grazie al blog, ho ritrovato la necessita’ di documentarmi, capire o semplicemente conoscere per il gusto di farlo. Mi sono quindi avvicinata a quelli che io chiamo libri utili e finalizzati (da non confondere pero’ con il bricolag,  fai da te o ricettari vari). Utili e finalizzati a me, alla mia passione. Quei pezzi magari non scritti da grandi letterati, ma che nel contenuto possono rappresentare fonte di ispirazione ed incoraggiamento, esempi, semplice condivisione, racconti, poesie piuttosto che informazione. libro grom tavoloper2 blog di cucina napoliHo ricominciato a leggere dunque non solo Ansa in giro per il web e l’ho fatto con un regalo graditissimo: Grom,  storia di un’amicizia, qualche gelato e molti fiori.
Giuro che adesso non partiro’ con la retorica, il training sulla motivazione piuttosto che sugli esempi giusti. Vi diro’ pero’ che l’ho letteralmente divorato e che da qui e’ nata la mia spinta verso il gelato. Ho conosciuto Pasqualetti, Mennella, Casa Infante, per esempio. Ho imparato a distinguere un gelato artigianale da quello industriale. Ne ho capito la lavorazione, ne ho presuntuosamente condannato i difetti, educato il mio gusto e si, ho imparato a mangiare il gelato con consapevolezza.
Una fatto pesante e noioso? Macche’, divertimento e gusto a gogo.
Ho letto, il mio blog e’ cresciuto e con esso anch’io.
Ve lo consiglio.

Tortino di cioccolato dal cuore morbido, fondente!

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La ricetta è semplicissima e probabilmente ne esistono molteplici varianti, ma da anni io ripropongo questa e non ne nascondo il discreto successo…
offri del cioccolato e il gioco e’ fatto 🙂 E quale occasione migliore per offrire un tortino al cioccolato ad un amico in pena d’amore?
Infatti, missione riuscita…abbiamo ottenuto un sorriso!

Ingredienti

100 gr. di ciocciolato fondente (al 75% minimo)
80 gr. burro
80 gr. di zucchero a velo ( anche un pochino in meno lo preferisco)
2 uova
20 gr. di farina
un pizzico di sale
zucchero a velo x la decorazione

Riunite in un recipiente di metallo cioccolato e burro a pezzi, ed aggiungete lo zucchero a velo.
Sciogliete il tutto a bagnomaria (sovrapponendo il recipiente ad una pentola con dell’acqua, messa a riscaldare sul fuoco e facendo attenzione che non bolli) ed amalgamate bene il tutto.
Lasciate raffreddare il composto lontano dal fuoco e intanto imburrate ed infarinate degli stampini (io uso la classica cupolina e soprattutto per l’occasione, ho evitato i cuoricini!!)
Una volta raffreddato il tutto, aggiungete le uova (una per volta) e mischiando mischiando, ancora la farina setacciata ed un pizzico di sale. Lavorate bene il composto e versatelo negli stampini lasciando un mezzo cm dal bordo. Coprite con della carta argentata e metteteli in freezer per almeno un’ora.
Passato il tempo, preriscaldate il forno a 220°, prendete gli stampini ed infornateli per circa 8′.
(Come vedrete dalla foto, restera’ un avvallamento nella parte centrale del composto)

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Toglieteli dal forno, staccate con un coltellino il bordo e servite, mi raccomando caldissimi e magari tagliandoli leggermente per far fuoriuscire il cuore morbido e godere al massimo!!!

Dedica ad una moglie lontana…

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“…senza di te ci siamo arrangiati…”
by Luca

Moglie via di casa, stanco della tavola calda?
Mamme in sciopero, nessuno che cucini a casa?
Tranquilli uomini: salciccia, broccoli e melanzane sott’olio piccanti,
la marenna che colma i vuoti !!

E tu? Uomo o donna in ascolto…
Marenna preferita?

Would you be my Valentine?

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Lo ammetto, non sempre sono romantica e decisamente mai festeggio il San Valentino!
Ma poi come spesso accade mi lascio trascinare dagli eventi e…l’importante e’ partecipare 🙂
Questa volta l’elemente trascinante e’ stata la mia fantastica sorella 18enne, primi amori, prime emozioni e…
Would you be my Valentine? Ma soprattutto, cosa gli regalo?
Ed ecco che da buona sorella maggiore elargisco consigli, dedicandole questo post!

ita Ogni coppia festeggia più o meno a modo suo, ma se c’è una tradizione che a San Valentino non può mancare è il famoso scambio di cioccolatini che da tempo ormai, si traduce nei cosiddetti Baci, i famosi dolcetti della Perugina. C’è però chi ancora ci tiene a mostrare al proprio partner le abilità culinarie impastando con le proprie mani golosità di ogni tipo. E se i cioccolatini non possono mancare, le ricette per prepararli abbondano e discordano su tutto, dagli ingredienti alla preparazione, tranne che sulla forma, rigorosamente romantica (…meglio se a forma di cuoricini! Ecco l’ho detto!).
A parte gli scherzi, il cioccolato è sempre il cioccolato, resta un regalo molto apprezzato e in alcuni casi un piccolo afrodisiaco per risvegliare la coppia più datata (e non e’ questo il caso).
Divertiamo dunque e partiamo col dire che cioccolatini hanno bisogno di riposare in frigo prima di essere disposti in una scatola adeguata, ricordiamo quindi di prepararli con qualche giorno di anticipo.
Due varianti , cioccolatini bianchi e quelli allo zenzero e peperoncino.

Per i cioccolatini bianchi
Sciogliamo a bagnomaria del cioccolato bianco e mischiamolo a wafer sminuzzati con un tocco di vaniglia in polvere.
Versiamo il miscuglio negli appositi stampini rivestiti di cocco disidratato che avremo cura di spolverare anche sulla parte scoperta dello stampo prima di lasciarli riposare in frigo.

Per i cioccolatini allo zenzero
Scegliamo invece un cioccolato fondente che scioglieremo ed uniremo al peperoncino in polvere ed allo zenzero.
Versiamo negli stampini e lasciamo riposare. Anche in questo caso è possibile aggiungere un tocco in più ricoprendo lo stampo con cocco o praline, o se preferite con nocciole tritate per creare un contrasto ancora più forte. Il consiglio?
Le varianti sono tantissime, basta mischiare al cioccolato fuso gli ingredienti che più vi piacciono e sbizzarrire la fantasia.

Questa la mia semplice ricetta!

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eng  Would you be my Valentine? But most of all … what will I gift you? Every couple celebrates S. Valentine more or less in its own way, but if there is a tradition on Valentine’s Day you can not miss is the famous exchange of chocolates that for some time now, is reflected in the so-called Baci Perugina the famous sweets from Umbria. But if you still keen to demonstrate to your partner your culinary skills you can cook you own chocolate chops, it’s not hard. And even if it’s hard to find the same recipes to prepare them in the same qay everybody is sure about the shape: strictly romantic, best if of an heart. The chocolate is always chocolate, much appreciated gift, and in some cases a little aphrodisiac to arouse the couple. The chocolates are in need of rest in the fridge before being placed in a suitable box, so remember to prepare them a few days in advance. Two variants there will surely be prized are the white chocolates and those with ginger and chilly. For the white chocolate in a double boiler, melt the white chocolate and mix in chopped wafers with a touch of vanilla powder. Pour the mixture into the appropriate molds coated with desiccated coconut that you will also dust on the top of the mold before letting it rest in the fridge and cool down for a while. For the ginger chocolates instead choose a dark chocolate you melt it and mix it with the chili powder and ginger. Pour into molds and leave to rest. In this case you can add an extra touch by covering the mold with coconut or pralines, or if you prefer with chopped hazelnuts to create an even stronger contrast. The variations are many, just mix the melted chocolate with the ingredients that you like and indulge with your imagination.

Dammi il cuore, accertati della provenienza e abbi cura dei miei soldi.

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Scrivo perché ho la possibilità di farlo, di prendere la parola e arrogarmi anch’io dei diritti.  Diritto di dispiacermi per tutte quelle realtà valide che non ce l’hanno fatta e senza demonizzare i nuovi input (io stessa nel mio piccolo mi sento cosi) prendere le distanze dalle scelte “modaiole”, destinate per natura a migrare verso nuove tendenze e per questo a lasciarci ben poco nel piatto…
Leggi l’articolo di Tavolo per 2 su Ricette 2.0

Salsiccia e friarielli

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Intramontabile companatico per la classica “marenna” napoletana…
Calorico lo so, si potrebbe almeno evitare il pane e so anche questo, ma il connubio e’ davvero irresistibile…
provare per credere 🙂

Ingredienti
Friarielli napoletani
Salsiccia a punta di coltello
Aglio
Olio d’oliva
Peperoncino

friariello

Pulire i broccoli privandoli del gambo e lasciando intatte le foglie.
Metterli in una pentola con dell’acqua e portarli ad ebbolizione, con coperchio. Scolarli. In una padella con abbondante olio d’oliva, soffriggere un aglio nudo schiacciato e del peperoncino. Unire i broccoli scolati bene bene da tutta l’acqua e lasciarli cuocere con coperchio. In una padella a parte, sbollentare leggermente la salsiccia in un pò d’acqua a fuoco medio, senza coperchio. Quando la salsiccia apparirà bianca, riporla in un piatto, ripulire la padella dall’acqua, aggiungere dell’olio e riscaldare. Unire la salsiccia, lasciare che cuocia e alzare dalla padella un paio di minuti prima che sia completamentre cotta. Unire ai broccoli a fine cottura e lasciare cuocere con coperchio ancora un paio di minuti a fuoco medio.
Pane consigliato…semolato!

WIKI…FOOD

Marenna, leggi qui!

I friariélli sono le infiorescenze appena sviluppate della cima di rapa, utilizzate in preparazioni alimentari tipiche della cucina napoletana e della cucina romana (a Roma sono chiamati broccoletti). Vengono consumati, sotto altri nomi (ad es. rapini, broccoletti, broccoli di rape, broccoli friarielli) anche in altre zone d’Italia, in Galizia (Spagna) e Portogallo (grelos) e nella cucina cinese. – da Wikipedia

Per il pane semolato vi segnalo questo DOP e IGP

Parmigiana di melanzane a fette

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Sono tante le varianti di questo fantastico piatto, cosi come diverse sono le regioni che se la contendono.
Anche a Napoli esistono diversi modi di prepararla, che variano da paese a paese..come dire, paese che vai parmigiana che trovi!
Piatto tipico dei grandi pranzi domenicali,  a casa mia ricordo una versione strepitosa della parmigiana di melanzane a fette, che pensavo di condividere con voi oggi.

Ingredienti
Tempo e calorie impavide
Melanzane
Uova
Mozzarella
Passata di pomodori
Parmigiano
Basilico
Aglio
Olio
Pepe
Sale
fino e sale grosso

Il sugo…
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In una pentola, facciamo soffriggere leggermente dell’aglio in olio d’oliva. Aggiungiamo la passata di pomodori, una foglia di basilico, saliamo e copriamo.
Lasciamo cuocere a fiamma lenta per un paio d’ore, avendo cura di girare di tanto in tanto e se riteniamo opportuno, allungare con  un po’ d’ acqua per evitare che si attacchi.


Laviamo le melanzane e facciamo la prima frittura…

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Spuntiamo le melanzane, laviamo e tagliamo secondo la lunghezza, fette di circa mezzo centimetro.
Disponiamo le fette su di una base, puo’ andare bene un contenitore che le contenga tutte, uno scolapasta o come faceva la mia nonna, su di un panno da cucina. Cospargiamo di sale grosso, cosicche’ perdano tutto l’amaro, e lasciamo riposare per una mezzoretta. Risciacquiamo con abbondante acqua corrente e asciughiamo bene.
In una padella, facciamo riscaldare dell’olio e friggiamo le fette. Una volta cotte, riponiamole in un piatto su carta assorbente.


Impaniamo e friggiamo ancora…

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Nel mentre le melanzane si raffreddano un pochino e la carta assorbe un po’ d’olio, sbattiamo le uova con un pizzico di pepe, sale e un po’ di parmigiano.
Tagliamo della mozzarella a strisce lunghe circa un paio di centimentri e alte scarso uno (vi consiglio di comprare la mozzarella il giorno prima e lasciarla “asciugare” in frigo prima di utilizzarla per la parmigiana). Cospargiamo della farina in un piatto.
Sovrapponiamo due fettecon al centro una fettina di mozzarella, impaniamole nella farina, e passiamole nell’uovo.
Mantenendo il sandwich di melenzane tra le mani, lasciamo cadere l’uovo in eccesso e friggiamo in padella.
Man mano che friggiamo, alziamo le melanzane cotte e riponiamole in un piatto con della carta assorbente, cosi da rimendiare i danni di questa bonta’.

La nostra parmigiana a fette…
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Senza far raffreddare troppo le melanzane, prendiamo un ruoto, scopargiamo la base con un di sugo, e comianciamo a disporre la prima di fila di melanzane, riposte l’una accanto all’altro.
Ricopriamo il primo strato con un altro po’ di sugo (senza esagerare), una grattata di parmigliano, un po’ di basilico tagliato grossolanamente con le mani e via con il secondo strato.
Ancora del sugo, parmigiano, ancora un po’ di basilico e mettiamo in forno preriscaldato a 150 gradi per circa 5 minuti.

Et voila’
Servire le fette calde o come piacciano a me, un po’ riposate.
Ottima il giorno dopo, rigorosamente nel pane 🙂