Il gelato artigianale secondo Mennella

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Ispirato alle grandi tradizioni di gelato artigianale e lontano dalle tendenze di gusti alieni e strambi, nasce il gelato firmato Mennella, un fiore all’occhiello per l’omonima pasticceria che da oltre 50 anni opera e delizia l’hinterland napoletano con dolci e prodotti da forno di alta qualità.
Davvero una bella scoperta per noi di Tavolo per 2, che grazie all’ospitalità riservataci dai padroni di casa, abbiamo avuto modo di osservare da vicino nelle sue fasi di produzioni e naturalmente di vendita.
Qui il gusto parte dalla selezione dell’eccellenze locali e l’acquisto stagionale delle materie prime, lavorate e conservate poi in laboratorio.
Ed è proprio nei laboratori corallini che ci ritroviamo per caso durante la lavorazione delle nocciole di Giffoni che, in seguito alla pelatura e alla tostature, senza l’aggiunta di preparati ne semilavorati, daranno il via al gelato alla nocciola. O meglio, ad una base artigianale con l’aggiunta di latte fresco intero, zucchero e panna , pastorizzata e lavorata senza l’aggiunta di aromi artificiali ne grassi vegetali, presenti nella maggior parte dei gelati in commercio e “responsabili” delle montagne apparentemente invitanti, e dello stesso gelato caldo, ossimoro enogastronomico dal gusto discutibile, dove è inevitabile l’utilizzo di grassi idrogenati che mantengono temperature decisamente più alte.

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La visita si fa sempre più interessante e delucidante, quanto poca consapevolezza c’è in giro rispetto a ciò che mangiamo? Sempre e cmq troppa a nostro avviso. ma proseguiamo.
Dai laboratori alle dispense, passiamo alla gelateria in Via Vittorio Veneto a Torre del Greco, dove dal piccolo laboratorio a vista il gelato viene mantecato e servito. E come diceva sempre un vecchio locandiere simpatico e un po’ paesanotto: diamo il via alle danze!
Cucchiaini di creme e coppette di frutta accompagnano le nostre espressioni goduriose, la panna finalmente sa di panna, o meglio di latte che senza additivi conserva il suo sapore.

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Il clima è allegro, la gelateria ha da poco aperto e già decine di famiglie e bambini si susseguono.
E’ sabato e già si assapora il piacevole clima di primavera che ci riporta nelle strade tra una commissione e una dolce pausa. Ancora due chiacchiere, qualche foto e la nostra visita si conclude al meglio, il meglio che ha il sapore di mela annurca e la freschezza di un sorbetto.

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Che dire? Ai fratelli Giuseppe, Roberto e Vincenzo e all’amabilissimo Signor Antonio Mennella, diciamo grazie, grazie per il tempo dedicato, per il gusto regalato e per la qualità secondo noi dovuta.
Grazie e a presto.

logo gelateria mennella torre del greco by tavolo per 2

Via Vittorio Veneto, 24
Torre del Greco, Napoli

Via Carducci, 45
Napoli

Viale Leonardo da Vinci, 20/22
Portici, Napoli

Prossima apertura Napoli
(pressi Piazza Vanvitelli)

ph di Lina Sorrentino, associazione Wesuvio

A cena con…Alessandro

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Tra le cose più belle che una passione ti regala, quella che preferisco in assoluto è l’invasione di campo che si vive in ogni aspetto della propria vita.
Il cibo non si vive solo tra i fornelli, un piatto prelibato puoi assaporarlo anche senza una forchetta. Una passione, una passione sana e vissuta in quanto tale, ti porta nel mondo, tra la gente, ti permette di fare cose che altrimenti non avresti mai pensato di fare.
Cose straordinarie, cose semplici. Tristezza e felicità, stanchezza ed energia, motivazione e resa, tutto trova rifugio in una passione.
Ed è proprio grazie alla nostra passione per il cibo e per la qualità, che abbiamo avuto l’occasione di conoscere Alessandro.

Dai Podcast della serata: FRAVULA FRA’
(ascolta)

Talento e tecnica, tecnica o talento. Essere o non essere, collo del piede o ritmo naturale nelle gambe, la De Filippi oramai da anni ci ha abituato (e anche un po’ fracassato) con questo tipo di discorsi, ma in effetti è così. Un dibattito che ha ragione di esistere ad oltranza, finché poi non arriva lui, lei, l’altro in grado di trasformare la soggettività in oggettività.
E allora scrivo e penso a lui, un’artista perché in grado di catturare attenzione e suscitare emozioni. Ironico e un po’ piacione sul palco de La Pasticceria Napoletana, ma ragazzo dal volto pulito e dai modi semplici nella realtà, che ha saputo raccontarsi a noi con emozione e senza giochi da star.
Oggettivamente bravo, umile senza esasperazione, magnetico, in poche parole: un talento naturale.
E’ Alessandro D’Auria, cantante, attore di teatro e musical, regista e sceneggiatore di se stesso e di molti giovani che con lui e l’Associazione Magicamente Musical, hanno deciso di condividere passione e arte, lasciando spazio ai sogni e donando a se stessi, ed ad una terra difficile come la nostra, l’opportunità di emergere da pregiudizi e malaffare, attraverso condivisioni degne di lodi e mai banali.
Ad Alessandro, alla ricerca della felicità e a chi non si arrende davanti ad un piatto riuscito male, perché a tavola come nella vita c’è bisogno di studio, gusto e qualità.

Dai Podscast dell’intervista:
Massimo Ranieri e il Treno dei Desideri
Magicamente Musical
Riti Scaramantici
Prossimi spettacoli
Sogni nel casetto

La Pasticceria Napoletana e i protagonisti della tradizione: Tavolo per 2 intervista Vincenzo Mennella.

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L’arroganza è spesso giustificata dalla bravura e soprattutto in ambito culinario mi è capitato in diverse occasioni di riscontrare saccenza e modi di fare che purtroppo trovavano rifugio in un gusto, si opinabile, ma comunque di un certo livello. Ma c’è una cosa in cui credo fermamente, ed è quella secondo cui solo quando il gran gusto racchiude in se l’umiltà di chi lo crea e i valori di chi lo vive con passione e con cuore, nasce quel qualcosa in più, quella famosa ciliegina sulla torta che rende la pietanza un’esperienza che arricchisce il palato quanto la mente.
E’ il caso di grandi personaggi come Vincenzo Mennella, maestro pasticciere nato tra i dolci e che ha fatto della tradizione un mix perfetto tra gusto e qualità.
Un uomo innanzitutto, che insieme alla sua famiglia e ai suoi tanti collaboratori, ha saputo creare una realtà imprenditoriale sana che come nell’occasione dell’evento dedicato alla pasticceria napoletana, appoggia e incentiva quella fetta di gioventù motivata ed impegnata nella salvaguardia e nella valorizzazione del proprio patrimonio storico e culturale, in maniera concreta e consentitemi di ripeterlo ancora una volta, in maniera sana. Ed è proprio in occasione dell’evento La Pasticceria Napoletana, organizzato dall’associazione Wesuvio di cui ringrazio gli organizzatori per lo spazio e per l’importante occasione di confronto avuto, che noi di Tavolo per 2 abbiamo avuto modo di conoscere ed intervistare di persona il maestro Mennella, di cui dolci e delizie già avevamo avuto modo di conoscere. Ma come si dice, nella vita d’imparare e assaggiare non si smette mai!
E per l’occasione ci lasciamo conquistare da una monachina, tra le più buone mai assaggiate, arricchite con crema chantilly e annaffiato, cosi ormai si usa dire nei posti in, da un fantastico latte di mandorla sempre di produzione Mennella la cui bottiglia ha catturato il mio interesse e il cui sapore ha conquistato il mio palato.
Sfogliatella, frolla al limone, bignè, creme e fragoline, poesie secondo tradizione e ispirazioni culinarie lontane anni luce delle modaiole impalcature zuccherine.

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Per voi, una piccola intervista fatta a Vincenzo Mennella,  in occasione dell’evento La Pasticceria Napoletana.

Dalla tradizione alle nuove tendenze:
la pasticceria Mennella quanto si è adeguata ai nuovi standard di produzione e come si pone nei confronti delle nuove tendenze del Cake Design?
Credo che in quanto pasticciere sia mio compito privilegiare il gusto, e pur dando molta importanza all’aspetto, mi chiedo come possa essere definita buona una torta fatta da almeno il 50% di zucchero!?
Non possiamo diventare scultori mettendo da parte la nostra vera arte, l’arte del palato. Si rischia a mio avviso di disabituare il consumo dei dolci rilegandolo solo alle ricorrenze, perseguendo quindi una strada che appesantisce e rovina nella percezione del pubblico la piacevolezza del dolce, lasciando cosi nei ricordi solo una bella immagine, tra l’altro poco sana.

Come nasce un dolce secondo Mennella?
Ispirazione, intuito dato dal rapporto con la gente e da tecnica. Un prodotto che piace per esempio avrà quasi sempre una certa masticabilità, mentre un dolce completamente molle, in pasticceria da noi almeno, difficilmente troverà il suo pubblico. Insomma, un gioco di contrasti ed equilibri, dove la scioglievolezza incontra la croccantezza, e dove il dolce contrasta le piccole note acide.

In quale città le piacerebbe aprire una nuova pasticceria?
Roma, non sogno il mondo degli altri, perché l’Italia ha tutte le potenzialità per darmi ciò che io sogno.

Quale è stato il primo dolce che ha preparato?
A dodici anni, impastando con mio padre i miei primi e semplici biscotti di pasta frolla.

Di quale dolce invece, è più fiero ?
Senza presunzione credo che la mia diplomatica non abbia nulla da invidiare.
Un mix di elementi base, crema, pasta sfoglia, pan di spagna in cui ritrovo il consenso dei mie clienti.

Un personaggio, una personalità del passato o vivente a cui vorrebbe dedicare un dolce?
Il dolce è di per se una dedica, una dedica a chi lo mangia.

Invito a cena a casa di amici, il dolce lo porta Mennella?
Sempre, almeno due o tre tipi…viziamo gli amici quanto i clienti.

Il Cake Design e la pericolosa deriva mistica dell’artista annidato dentro ognuno di noi

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Per molti anni la nostra esistenza è andata avanti, mediamente bene, tra dolci tradizionali e esotiche novità d’oltralpe; le nostre domeniche si sono spente tra pastarelle e shoux, le nostre feste rituali si sono infiammate con innocue torte mimosa e millefoglie senza che il tessuto sociale subisse strappi sostanziali o nascessero crisi interne e di governo.
In questo arcadico mondo dove il gusto aveva il sopravvento sulla forma, tutti noi ci siamo persuasi del fatto che una torta più che essere bella deve essere buona …
Da qui l’intero sviluppo del pensiero occidentale, le belle frasi sul valore dell’interiorità e la nascita di un numero X di banalità sulla differenza tra forma e sostanza.
Pare però che questa era di pace sociale sia ormai volta al termine.
Difatti in questi giorni moderni di Grande Bellezza se non festeggi un compleanno con una torta immangiabile al sapore di burro fuso e coloranti, sulla quale si staglia la nuvola di Fuksas (che per tenerla in piedi si è dovuto scomodare un team di 30 ingegneri momentaneamente distratti dal loro obiettivo di costruire un ponte sullo stretto peraltro inutile e mai richiesto) TU non sei Nessuno, la tua festa è una pippa e non sei degno di compiere gli anni o sposarti o vivere.
Buddy Valastro ci ha insegnato che devi munirti di una famiglia di italo americani cafoni per poter creare torte monumentali che girano, pigliano fuoco, miagolano e ridono. Che per fare ciò devi piastrellare con la pasta di zucchero interi ettari di torte, forgiare kg di red velvet (dovete sapere che negli Usa esiste solo questo tipo di torta, da quanto ho appresso dalla TV), tinteggiare cupcakes con colori fluorescenti e fare fiori iper realistici per confondere gli insetti.
Dopo di lui molti altri sono venuti ad arricchire le nostre vite con grandiosi consigli decorativi, spingendo annoiate madri di famiglia a varcare i confini della razionalità per sperimentare ardite interpretazioni artistiche di presto fatti al limone.
So che la mia preghiera di un ritorno alla torta tradizionale cadrà nel vuoto, che il mio oscuro desiderio di mangiare qualcosa che non sia ricoperto di malta alla zucchero color pastello rimarrà ahimè un primitivo sogno, ma per piacere quantomeno sedate l’artista che vive dentro di voi con massicce dosi di tranquillanti al red velvet.

Per questo articolo nessuna torta e’ stata maltrattata e nessun esperimento e’ stato fatto su cose o persone, semplicemente ho avuto in prestito la geniale verve di NICOLESDA di  SUDINSIDE
Grazieee e ti prego, torna quando vuoi 🙂

Napoli, dolce Napoli

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Nasco e cresco in provincia di Napoli, in una realta’ riconosciuta e palesemente non semplice. Un bacino di difficolta’ ugualmente distribuite in bellezza e cultura, ma che spesso trova il suo primo ostacolo nella mentalita’ di chi vive questi posti. Un popolo condannato e reso nobile dalla sua stessa storia e che in troppe occasioni da per scontato cio’ che ha,  prediligendo tutto cio’ che nasce e cresce altrove. Vedi per esempio la moda del cake design, un fenomeno di cui  avremo presto modo di parlare.
Insomma, apparentemente una partita persa in partenza, uno spreco di risorse e possibilita’  arginato per fortuna da tutti coloro che non smettono di crederci, investendo la propria vita, con piccoli gesti o grandi imprese, nel recupero e nella salvaguardia del patrimonio economico e culturale di una terra ricca di contraddizioni, condannata quanto osannata.
Tanti gli esempi di cui essere fieri ma se e’ vero che le grandi opere partono dai piccoli passi, e’ proprio ad  un piccolo passo che voglio rendere omaggio con questo articolo.

Professore Fabrizio Mangoni per tavoloper2.com

Per chi ci segue sa che nei giorni scorsi Tavolo per 2 ha avuto l’onore di partecipare ad un evento organizzato da Wesuvio , una giovane associazione partenopea che con dedizione e competenza sta piano piano facendo largo a scenari d’impegno sul territorio, attraverso iniziative e fondamentali informative.
La pasticceria napoletana, questo titolo e tema dell’evento, ha visto con grande entusiamo la partipazione di molti che hanno condiviso con gli ospiti e promotori della serata, un interessante e simpaticissimo sipario sul grande tesoro enogastronomico lasciato in dote dalle grandi corti reali  e custodito nel tempo nelle case della gente comune. Una convention teatrale, mi piace definirla cosi, dove il preparatissimo e coinvolgente professor Fabrizio Mangoni ha letteralmente deliziato tutti con i suoi “dolci” racconti, contestualizzando baba’ e sfogliatelle nelle cucine di un tempo, proprio li dove nacquero.

Prof. Fabrizio Mangoni durante l'evento La Pasticceria Napoletana

Sapevate per esempio dove nasce e perche’ il baba’ (o babba’) si chiama cosi?
Un dolce tipico del sud che trova le sue origini nelle cucine nordiche e fredde ai confini tra Francia e Germania, sotto il regno del polacco Stanislao Leszczinski, suocero di Luigi XV di Francia.
E il suo nome trova ispirazione da Ali Babà, il protagonista de “Le Mille e una notte”, per le note molto speziate del dolce. Un incrocio di culture quindi che ha reso questo dolce famoso in tutto il mondo.

E tra un racconto e l’altro, particolarmente interessante e coinvolgente il test consegnato agli ospiti in platea, basato sulla teoria sviluppata dal professore in cui si compara il carattere delle persone ai dolci.


Sul palco insieme al Prof, Vincenzo Mennella maestro pasticciere delle omonime e rimomatissime pasticcerie campane che nel corso della serata ha preparato, svelando i vari passaggi della preparazione, una sublime sfogliatella napoletana.

Di Mennella inoltre, le straordinarie frolle al limone offerte agli ospiti alla fine dello spettacolo.

SPECIAL GUEST della serata,  il poliedrico Alessandro d’Auria che  conosceremo meglio attraverso la chiacchierata fatta ai podcast di  Tavolo per 2.

Intanto, un ringraziamento speciale va a Lina Sorrentino e Vittorio D’Alessio di Wesuvio.it e al bravissimo quanto umile e professionale Angelo Casteltrione fotografo dell’evento e a cui va tutta la mia stima, con la speranza di numerose altre occasioni di confronto .

La pasticceria napoletana

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Venerdì 21 febbraio ore 18:30, al teatro Sant’Anna di Torre del Greco, si terrà l’evento “La Pasticceria Napoletana,conversazioni e armonie a cura di Fabrizio Mangoni di Santo Stefano”. L’evento è promosso da Wesuvio, associazione di promozione turistica, culturale e sociale del territorio vesuviano, col patrocinio del Comune di Torre del Greco e il supporto tecnico della Pasticceria Mennella – Accademia Maestri Pasticceri Italiani.
Saranno raccontate le ricette del passato descrivendo l’ambiente, il territorio e la cultura del contesto nel quale sono nate e nel corso della serata, Tavolo per 2 avrà l’onore di intervistare i protagonisti della serata.
In questo momento stiamo mettendo appunto le domande da fare, perché vorremmo non limitarci alle facce esterrefatte dinanzi a tanta bontà 🙂
Vorremmo piuttosto arrivare al cuore della passione, al perché il cibo, classificato da Maslow come bisogno fisiologico, da sempre presiede in prima linea alle tavole dei grandi e come ospite d’onore sulle tavole più povere. Riempe libri, satura palinsesti, ispira artisti e chi più ne ha più ne metta.
Il cibo, food, street, finger, cotto, crudo, grasso o magro, il cibo c’è e come un utopico moto perpetuo forse non smetteremo mai di ricercare quello perfetto, quel gusto unico in grado di unire i consensi e far tacere le critiche.

Fabrizio Mangoni di Santo Stefano è Architetto e Docente di Urbanistica presso l’Università “Federico II di Napoli”, gastronomo, esperto di dolci (sua la teoria che compara i caratteri umani ai dolci: DOLCIPERSONE, ed. Guida 1984). Per wesuvio racconterà la storia di alcuni dolci tra cui Babà e Sfogliatella e la storia della loro “napoletanizzazione”. Da anni inventa forme di spettacolarizzazione e valorizzazione della cucina e dell’enogastronomia. È autore di documentari di valorizzazione turistica e d’installazioni multimediali in numerosi musei.

Shine On award!

Conosciamoci meglio 🙂
…E grazie a Alicesadventuresinfoodland per questo gratificante riconoscimento.

shine_on

Regolamento del premio:
– Inserire il logo dell’Award sul front del post
– Riportare il nome del blog che ti ha nominato all’inizio del post
– Indicare 7 cose su noi stessi
– Nominare 15 bloggers per questo premio e riportare il link del loro blog
– Notificare a questi blogger la nomination

7 cose su di me (Raffaela)…
1. Perchè hai iniziato questo blog?
Nasco come web designer e cresco come un’amante del buon cibo! Quale connubio migliore? Viaggiare e scoprire i sapori del posto, mi rende felice. Cucinare mi rilassa e i racconti di gusto, cosi come amo definirli, mi affascinano… Spesso, in viaggio col mio personal trainer, ci siamo ritrovatate a confrontarci su ricette, piatti e posti da provare e anche da evitare! E allora perche’ non condividere le nostre esperienze? Perche’ non divertire con i nostri pareri spessi contrastanti? Ecco che nasce tavoloper2.com.

2. Qual è la cosa più importante nella tua vita?
Le cose importanti non sono in classifica

3. Il cibo di cui non puoi fare a meno?
Il Pane!

4. Il tuo posto del cuore?
La valle del Chianti

5. Come ti vedi nei prossimi 10 anni?
Miope

6. Tre cose senza le quali non esci di casa?
Chiavi della macchina, sono pigra.
Sigarette, diminuisco l’uso ma ancora le porto con me.
Cellulare, invidio chi riesce a stare senza.

7.Una citazione che ti caratterizza?
“Buona cucina e buon vino, è il paradiso sulla terra” –  Enrico IV

E ultime, ma non per importanza, le nominations di alcuni (solo alcuni) tra i miei blog preferiti, in ordine casuale:
immacucina
vitedivino
unfulmineincucina
cucinanetwork
silvarigobello
ludmillart
sowandcrop
lasalutebolleinpentola
lamassaiacontemporanea
lecosinebuone
crendina
salequantobasta
paroledigusto
furbazucchina
unafranciacortinaincucina
inesweb

Di Vin Castagne

slow_food_campania La Condotta Slow Food Monti Lattari nel prossimo fine settimana, dal 15 al 17 novembre 2013, sarà presente alla manifestazione “Di Vin Castagne” che si svolgerà a Sant’Antonio Abate (NA) in Piazza della Libertà.
Giunta alla sua terza edizione, questa manifestazione, organizzata dal Comune di Sant’Antonio Abate e dalla Proloco e che quest’anno avrà come partner per la gestione dell’area enogastronomia, la Condotta Monti Lattari e la Delegazione FISAR Comuni Vesuviani e Napoli, nasce per custodire e valorizzare le nostre radici e per mantenere viva la cultura del canto popolare della nostra terra.
Nel corso delle tre serate con i nostri chef prepareremo ricette della tradizione autunnale che vi accompagneranno in un’atmosfera festosa allietata da canti e balli popolari.
Per l’occasione sarà allestita un’area enoteca gestita dalla Delegazione FISAR (Federazione Italiana Sommelier Albergatori e Ristoratori) Comuni Vesuviani e Napoli; in ciascuna serata i sommelier presenti guideranno tutti gli appassionati in un interessante excursus tra le eccellenze della produzione vinicola dei Monti Lattari.
Non solo, sabato e domenica a partire dalle ore 19.00, presso la sede della Condotta Monti Lattari, adiacente all’area in cui si svolgerà l’evento, i nostri esperti dell’Area Educazione organizzeranno dei laboratori didattici per i più piccini che potranno cimentarsi nella preparazione di biscotti ed altre prelibatezze.
Concerti e balli di gruppo animeranno le tre serate che avranno come ospiti d’onore Tony Tammaro, venerdì 15, e Zì Giannino O’ Monaco con il gruppo Astrea della Tradizione Popolare di Bagni di Scafati, domenica 17.
Musica popolare, gastronomia, vino e tanto altro per offrirvi un fine settimana all’insegna della tradizione e del buono, pulito e giusto.

Di seguito i piatti che si potranno degustare a partire dalle ore 20.00 a fronte di un ticket “popolare” durante la tre giorni:
:: Zuppa di fagioli mustaccielli, funghi chiodini, patate e castagne con crostoni di pane.
:: Zucca napoletana con salsiccia e gnocchi di farina di castagne.
:: Zeppola fritta con farina di castagne.
:: Crostata di castagne.
:: Cuoppo di castagne.
:: Vin cotto.

Sarà inoltre preparato un apposito menù per celiaci.
Per i laboratori per bambini sarà possibile prenotarsi direttamente allo stand Slow Food, il costo è di € 2,00. “

Noi ci saremo e come sempre,
viaggeremo con gusto !
:-)